Made in Italy

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Made in Italy

un film di Luciano Ligabue
con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi
Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi, Tobia De Angelis
sceneggiatura: Luciano Ligabue ● fotografia: Marco Bassano
montaggio: Giogiò Franchini ● musiche: Luciano Ligabue
produzione: Fandango, Zoo Aperto, Riserva Rossa, Eventidigitali Films
distribuzione: Medusa Film
Italia, 2018 ● 104 minuti

v.o. in italiano

Luciano Ligabue, a 15 anni dal suo ultimo lungometraggio ‘Da zero a dieci’ e a 20 dall’esordio cinematografico di ‘Radiofreccia’, arriva al terzo film da regista e sceneggiatore. Una dichiarazione d’amore frustrata verso il nostro paese con una colonna sonora formata da canzoni che godono di una vita propria ma che in quel contesto, tutte insieme, raccontano la storia di un antieroe

Una tormentata dichiarazione di amore verso il nostro Paese, raccontata con le parole e la musica di Luciano Ligabue, attraverso lo sguardo di Riko, un uomo onesto alle prese con una vita in cui tutto sembra essere diventato improvvisamente precario: il lavoro, il futuro, i sentimenti. Ma se a volte rialzarsi non è facile, Riko ha scelto di non darla vinta al tempo che corre: c’è un matrimonio da difendere e riconquistare, ci sono amici su cui contare e una casa da non vendere. Riko decide di mettersi in gioco e prendere finalmente in mano il suo destino.

«Fare film è un mestiere faticosissimo. Vuol dire ‘progettare’ le emozioni, fare in modo che una serie di pezzettini di pochi secondi riesca a produrre qualcosa. Mi sono riavvicinato alla regia perché stavolta avevo una storia da raccontare. È un film sentimentale, perché mi interessava raccontare soprattutto gli stati d’animo di un gruppo di persone per bene, persone che di solito non hanno alcuna voce in capitolo. (…) Ho cominciato a raccontare questo paese dieci anni fa con ‘Buonanotte all’Italia’ (…) stavolta, però, volevo raccontare questo sentimento con gli occhi di uno che ha meno privilegi di me. Riko vive una vita normale e ha un rapporto molto forte con le radici e con l’Italia. Fa le vacanze a Roma, fa la luna di miele in Italia. Ecco, mi piaceva dare voce a questa categoria non sempre rappresentata». (Luciano Ligabue)

«Riko, diminutivo del secondo nome di Ligabue (Riccardo), vive una delle vite che il regista avrebbe potuto condurre, come ammette lui stesso, se non fosse diventato un cantante. Lui è un privilegiato, Riko no, ma lo sguardo di amore e frustrazione verso il proprio Paese è simile, anche se in fin dei conti l’amore prevale sulla frustrazione. Vero è che alla bellezza ci si assuefà, alle ingiustizie meno, ma “un paese ci vuole”, scriveva Cesare Pavese, “non fosse che per il gusto di andarsene via”: versi ripresi nel finale, che descrivono perfettamente il senso di appartenenza che si respira nel film.» (Chiara Apicella, movieplayer.it)