Notti magiche

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Notti magiche

un film di Paolo Virzì
con Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka,
Paolo Bonacelli, Ornella Muti, Marina Rocco, Andrea Roncato, Emanuele Salce, Giulio Scarpati
sceneggiatura: Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo
fotografia: Vladan Radovick ● montaggio: Jacopo Quadri
musiche: Carlo Virzì
produzione: Lotus Production, Leone Film Group
distribuzione: 01 Distribution
Italia, 2018 ● 115 minuti

v.o. in italiano

Tornando agli anni in cui, dopo il diploma nel 1987 al Centro sperimentale a Roma, muoveva i primi passi Paolo Virzì racconta il crepuscolo di un’epoca mitologica del cinema italiano attraverso il fervore di tre giovani aspiranti cineasti alla scoperta di una Roma maestosa, affascinante, misteriosa e terribile.

Roma, estate dei mondiali di calcio del 1990. Una commedia che è anche un noir: un noto produttore cinematografico viene trovato morto nelle acque del Tevere, i principali sospettati dell’omicidio sono tre giovani aspiranti sceneggiatori. In una nottata al Comando dei Carabinieri viene ripercorso il loro viaggio trepidante, sentimentale ed ironico nello splendore e nelle miserie dell’ultima stagione gloriosa del Cinema Italiano.

«Credo che sia io che Francesca Archibugi che Francesco Piccolo, che hanno scritto con me il copione, abbiamo conferito a questi personaggi qualcosa dei nostri ricordi, delle esperienze che abbiamo vissuto. Questo film è tutto vero e allo stesso tempo tutto inventato. I personaggi che raccontiamo sono frutto di ricordi, di ispirazioni che arrivano dalla realtà, ma allo stesso tempo sono tutti romanzati, tutti personaggi di un film. Raccontiamo in fondo il cinema italiano come è stato e forse com’è ancora, un cinema molto ‘maschile’. E’ un omaggio alla stagione della gioventù, della scoperta, forse il momento più indimenticabile, rilevante che possa capitare nella vita di una persona e di un artista: la stagione dei sogni e delle illusioni.» (Paolo Virzì)

«Chi c’era non può aver dimenticato quelle Notti magiche del 1990 in cui si disputò l’ultimo campionato mondiale di calcio. Abbiamo un ricordo dolceamaro di quelle settimane, non solo per quella bruciante sconfitta ai rigori contro l’Argentina di Maradona. I fischi al pibe de oro, le trombe assordanti, le critiche a Vicini, i gol di Schillaci, le bandiere a ogni finestra. (…) Paolo Virzì punta a catturare queste sensazioni contrastanti ma senza parlare di calcio, perché a interessarlo di più è il suo personale campo da gioco, il cinema. (…) Lo sguardo di Virzì (e dei suoi co-sceneggiatori Francesca Archibugi e Francesco Piccolo) è divertito ma niente affatto bonario nei confronti di tanti più o meno illustri predecessori, colleghi, collaboratori, né nei confronti dei suoi giovani e potenzialmente accattivanti eroi fittizi. (…) Al fondo della questione, l’urgenza narrativa e morale di Virzì è un monito, o meglio un invito, che risuona veritiero e prezioso per il nostro cinema esposto ai suoi crimini, per qualunque scrittore in erba, ma anche per noi semplici spettatori: distogliete lo sguardo dallo schermo, che sia quello cinematografico, quello della vostra TV o, ormai, quello del vostro smartphone, mettete da parte le vostre passioni e le vostre brame e le vostre piccinerie, e spalancate la finestra: il tempo scorre, le persone vivono, e il racconto ha bisogno di respirare.» (Alessia Starace, Movieplayer.it)