L’ora più buia

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L’ora più buia
The darkest hour

un film di Joe Wright
con Gary Oldman, Ronald Pickup, Lily James, Ben Mendelsohn, Kristin Scott Thomas,
Stephen Dillane, Nicholas Jones, Richard Lumsden, Brian Pettifer
sceneggiatura: Anthony McCarten ● fotografia: Bruno Delbonnel
montaggio: Valerio Bonelli ● musiche Dario Marianelli
produzione: Helicopter Film Services, Working Title Films
distribuzione: Universal Pictures
Gran Bretagna, 2018 ● 125 minuti

v. doppiata in italiano

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L’ irriconoscibile Gary Oldman nei panni di Wiston Churchill, primo ministro del Regno Unito fra il 1940 e il 1945, impegnato a decidere se negoziare un trattato di pace con la Germania nazista, o continuare la guerra per difendere gli ideali e la libertà della propria nazione

Political drama firmato Joe Wright, L’Ora più buia è ambientato all’inizio della Seconda guerra mondiale. L’ora più buia cui fa riferimento il titolo è il momento cruciale della scelta, da parte del Primo ministro britannico Winston Churchill, tra l’armistizio con la Germania nazista e l’intervento nel conflitto armato. Di fronte all’avanzata dell’esercito tedesco e all’imminente invasione della Gran Bretagna, Churchill è chiamato a decidere tra la tutela del Paese in nome di una pace apparente e temporanea e la difesa dei propri ideali di autonomia e libertà. Accanto a lui, indaffarate nel dietro le quinte della storia, la moglie Clementine e la segretaria personale Elizabeth Nel. Nel cast anche Ben Mendelsohn nei panni dell’amato sovrano Re Giorgio VI, e Ronald Pickup in veste di Primo ministro uscente, Neville Chamberlain.

«Churchill, di cui il film racconta il primo mese del suo mandato come primo ministro nel 1940, portò l’Inghilterra alla vittoria dopo che questa aveva rischiato un accordo di pace con la Germania di Hitler. Abbiamo dipinto il personaggio principale nei suoi chiaroscuri, senza elogiarlo. Le scene ambientate nella sala operativa sono le mie preferite: volevo trasmettere un senso forte di claustrofobia e di improvvisazione. Là dentro non c’erano mezzi tecnologici e tutto aveva un non so che di precario e rudimentale.» (Joe Wright)

«Fin dalla prima apparizione di Winston Churchill in scena, preceduta da un vivace montaggio che esplora in dettaglio i preparativi per la sua lauta colazione, non possiamo non cogliere l’originalità di sguardo sull’eccezionale personaggio. La prima volta che lo vediamo, Churchill si trova a letto, avvolto in una vestaglia rosa mentre, vassoio della colazione appoggiato sul ventre prominente e sigaro in bocca, detta incessantemente istruzioni e missive indirizzate ai suoi collaboratori. Joe Wright valorizza il protagonista della sua opera con grande intelligenza adottando un punto di vista fluttuante che, in questa prima fase, aderisce alla titubante dattilografa interpretata da Lily James, costretta a fare i conti col carattere scorbutico del suo nuovo datore di lavoro. Per far emergere il ritratto di Churchill nel modo più incisivo possibile, il regista gli costruisce intorno una fitta rete di relazioni e personaggi che contribuiscono a farne emergere i tratti dominanti della sua personalità.» (Valentina D’Amico, movieplayer.it)