Ovunque proteggimi

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Ovunque proteggimi

un film di Bonifacio Angius
con Alessandro Gazale, Francesca Niedda, Antonio Angius,
Anna Ferruzzo, Gavino Ruda, Mario Olivieri
sceneggiatura: Bonifacio Angius, Fabio Bonfanti, Gianni Tetti ● fotografia: Pau Castejón Úbeda
montaggio: Walter Fasano, Bonifacio Angius, Gianluca Scarpa ● musica: Carlo Doneddu
produzione: Ascent Film, Rai Cinema
distribuzione: Ascent Film
Italia, 2018 ● 94 minuti

v.o. in italiano

Torino FF 2018: Festa Mobile

a tre anni di distanza da Perfidia il regista Bonifacio Angius torna col suo secondo film: una storia di persone umili ma piene di vita, di calore, di amore, di una voglia di rinascere che fa a pugni con un mondo che non gli appartiene.

Alessandro indossa la sua camicia porta fortuna, luccicante, una bomba. Non li sente i suoi cinquant’anni. Dopo aver cantato per un pubblico poco riconoscente, come tutti i sabato notte, fa mattina al Blu Star Disco. E quando all’alba si vede rifiutare da sua madre i soldi necessari per fare il gradasso con delle ragazzine, Alessandro perde la testa. Dopo una vita sprecata davanti ad una slot-machine a pontificare sbronzo dalla mattina presto e sperare nella fortuna di un gratta e vinci, non avrebbe mai immaginato che l’amore potesse tornare a fargli visita. In una corsia d’ospedale. È qui, che il nostro Alessandro incontra Francesca. Grandi occhi verdi, malinconici e luminosi, i modi spontanei di una bambina. I biglietti della nave in tasca, per lei e per Antonio, cinque anni appena, e una faccina da pubblicità del cioccolato al latte. Ad agosto la Sardegna è un’esplosione di luce bianca, di cemento rovente, di campagne dorate, di mare che luccica in lontananza. Alessandro e Francesca sono finalmente fuori dall’ospedale, in viaggio verso un’ultima occasione.

«Credo che il cinema, che per me è sempre stato elemento fondamentale e terapeutico per esorcizzare paure e nevrosi, mi abbia, fino ad ora, salvato la vita. E senza di esso sarei forse stato un essere umano ingabbiato in un mondo che non gli appartiene. Un mondo incomprensibile, di cui avere paura. Un mondo da prendere a pugni in faccia o dal quale fuggire, proprio come fanno gli esseri umani raccontati in “Ovunque proteggimi”. È così che Francesca e Alessandro sono entrambi parti di me stesso. Lui, detentore di una passione che si allontana inesorabile, inconsapevole di essere già troppo deteriorato per poterla riacciuffare, ma ancora straripante di vita. Lei, convinta di potersi salvare scappando da una vita piena di macerie, defraudata di un figlio che ama più di sé stessa, ingannata da una società fasulla, cinica e moralista, sempre pronta a giudicare e violentare i sentimenti più puri. (…) In “Ovunque proteggimi” c’è la volontà di espandere il cuore pulsante di Alessandro e Francesca e di mostrarlo all’umanità intera, quella stessa umanità che non si accorge della loro esistenza e voglia di vivere, ma anche quell’umanità di cui loro e noi stessi facciamo parte. Una battaglia persa in partenza, che però può darci, solo per un attimo, la sensazione di sentirmi e di sentirci, un po’ meno soli.» (Bonifacio Angius)

«Il cinema di Bonifacio Angius è un pugno nello stomaco. Parla al cuore, al cervello e alle viscere, si permette libertà che raramente vediamo nella produzione italiana contemporanea. Angius è una voce fuori dal coro. Nel 2014, con Perfidia, il regista sardo ha tracciato un solco che diventa più profondo con la sua nuova regia, Ovunque proteggimi. Evocativo fin dal titolo, Ovunque proteggimi torna a raccontare la Sardegna attraverso personaggi imperfetti, feroci, sgradevoli. Uno sguardo quasi pasoliniano che però non esalta l’eccezionalità dell’orrido, ma si accosta all’imperfezione con condivisione partecipe. Ciò che vediamo sullo schermo, e che ci disturba, in realtà fa parte di noi.» (Valentina d’Amico, Movieplayer.it)