Ritorno al bosco dei 100 acri

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Ritorno al bosco dei 100 acri

un film di Marc Forster
con Ewan McGregor, Hayley Atwell, Bronte Carmichael, Mark Gatiss
sceneggiatura: Alex Ross Perry, Tom McCarthy, Allison Schroeder
montaggio: Matt Chesse ● musiche: Jon Brion, Geoff Zanelli
fotografia: Matthias Königswieser
produzione: Walt Disney Pictures
distribuzione: The Walt Disney Company Italia
Stati Uniti, 2018 ● 104 minuti

v. doppiata italiano

La Disney ci riporta nel mondo di Winnie Pooh e dei suoi compagni d’avventura, la sua missione è far tornare l’amico di un tempo Christopher Robin al bosco dei 100 Acri, ma anche aiutarlo a ritrovare sé stesso e i suoi sogni.

Christopher Robin, il bambino che ha condiviso innumerevoli avventure con i suoi amici, i vivaci e amabili animali di pezza del Bosco dei 100 Acri, ora è diventato un uomo e vive a Londra, nella metà del ‘900, alle prese con gli stress dell’età adulta. Lavora come Responsabile del settore efficientamento presso la Valigeria Winslow, cercando di barcamenarsi fra i lunghi orari lavorativi e gli impegni familiari. Ha quasi del tutto dimenticato lo stupore e la fantasia che hanno caratterizzato la sua infanzia. Ma prima o poi il passato ritorna.

«Quando Pooh chiede a Christopher Robin “Perché mi hai abbandonato?”, quella è una domanda che riguarda tutti noi nel momento in cui lasciamo la nostra infanzia alle spalle, perdiamo il bambino che c’è dentro di noi e siamo dunque portati a ricercarlo. La storia è semplice e penso che la semplicità sia in questo caso una qualità davvero importante ed essenziale. Perché è proprio questo che è Pooh, semplice. Come penso dovrebbe essere la vita. Dovrebbe essere essenziale trascorrere il nostro tempo con le persone che amiamo e fare ciò che ci piace… ma questo accade troppo poco. Non importa chi tu sia, finiamo sempre per non trovare il tempo per stare con chi amiamo» (Marc Forster)

«Se Ritorno al bosco dei Cento Acri funziona non è solo per i suoi adorabili peluche protagonisti, né solo per quel soffio di malinconia che lo pervade con delicatezza sin dal prologo ambientato nel passato di un Christopher bambino, ma anche per la forza della sua semplicità: la storia è lineare ed essenziale ma non scivola mai nella banalità nel raccontare l’importanza di continuare a credere ai propri sogni per sopportare le difficoltà della vita. È un messaggio semplice che però tutti tendiamo a dimenticare fin troppo spesso, sommersi da una mole di impegni non dissimile a quella di Christopher, e abbiamo bisogno di un Winnie The Pooh che ci ricordi quanto sia importante ogni tanto provare la gioia di non fare niente.» (Antonio Cuomo, Movieplayer.it)