The Post

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The post

un film di Steven Spielberg
con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson,
Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford
sceneggiatura: Josh Singer, Liz Hannah ● fotografia: Janusz Kaminski
montaggio: Michael Kahn ● musiche: John Williams
produzione: Amblin Entertainment, DreamWorks, Pascal Pictures
distribuzione: 01 Distribution
Stati Uniti, 2017 ● 118 minuti

v. doppiata in italiano

Un nuovo capolavoro dalla regia di Stephen Spielberg, con i fidati Tom Hanks e Maryl Streep a far da mattatori.

Una mirabile ricostruzione del caso “Pentagon Papers” sugli errori degli Stati Uniti in Vietnam, un’esaltazione del miglior giornalismo tra storia e riflessione etico-politica.

giovedì 2 agosto 21:30 ▪︎ Pedrengo ▪︎︎ cinema e stelle

lunedì 6 agosto 21:30 ▪︎ Rivolta d'Adda ▪︎︎ cinema e stelle

1971: Katharine Graham è la prima donna alla guida del The Washington Post in una società dove il potere è di norma maschile, Ben Bradlee è il duro e testardo direttore del suo giornale. Nonostante Kaye e Ben siano molto diversi, l’indagine che intraprendono e il loro coraggio provocheranno la prima grande scossa nella storia dell’informazione con una fuga di notizie senza precedenti, svelando al mondo intero la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam durata per decenni. La lotta contro le istituzioni per garantire la libertà di informazione e di stampa è il cuore del film, dove la scelta morale, l’etica professionale e il rischio di perdere tutto si alternano in un potente thriller politico. I due metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà nell’intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni.

«Ho letto lo script senza avere inizialmente l’intenzione di raccontare io stesso questa storia, o di mettere su una produzione proprio mentre ero concentrato su un altro progetto – Ready Player One – che era a metà dei lavori. Ma questa storia mi incuriosiva moltissimo. Ben Bradlee è stato per molti anni il mio vicino a East Hampton. Lui, sua moglie, Sally Quinn, Nora Ephron, suo marito Nick Pileggi venivano spesso a trovarmi e trascorrevamo la serata insieme. Quando ho finito lo script di Liz, ho pensato che l’idea alla base della storia sembrasse più attuale nel 2017 che nel 1971. Non riuscivo a credere a quanto fossero simili la realtà di oggi e ciò che accadde con l’amministrazione Nixon, il New York Times e il Washington Post. Mi sono reso conto che era assolutamente questo l’anno giusto per far uscire il film.» (Steven Spielberg)

«Non passa ancora una volta inosservato l’interesse di Spielberg verso le meccaniche di una vicenda, il suo prendere corpo in maniera per l’appunto visibile. Prima si discute, si litiga, a conti fatti si contratta: non appena però la macchina si mette in moto è tutto un battere delle dita su macchine da scrivere, squilli del telefono, passi a velocità sostenuta; e poi ancora il colosso tipografico che macina lettere, parole, frasi e poi una pagina, due, tre, un intero giornale, migliaia di giornali. Un processo che fa luce su una componente, quella che più di tutte è affare del cinema, ossia il tempo; Spielberg ci lavora, lo scompone, ora lo dilata, ora lo velocizza, senza ricorrere ad escamotage di natura tecnica bensì attraverso i codici della narrazione.» (Antonio Maria Abate, cineblog.it)