Troppa grazia

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Troppa grazia

un film di Gianni Zanasi
con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron
Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Daniele De Angelis, Teco Celio, Rosa Vannucci
sceneggiatura: Gianni Zanasi, Giacomo Ciarrapico, Michele Pellegrini, Federica Pontremoli
fotografia: Vladan Radovic ● montaggio: Rita Rognoni, Gianni Zanasi
musiche: Niccolò Contessa
produzione: Pupkin Production
distribuzione: BIM Distribuzione
Italia, Grecia, Spagna 2018 ● 110 minuti

v. doppiata in italiano

Festival di Cannes, 2018: Label Europa Cinemas

Un folle ed esilarante viaggio all’interno di se stessi e delle proprie certezze mostrando che vale sempre la pena metterle in discussione. Un film sulla
capacità, nonostante il nostro non essere più bambini, di credere ancora, di sentire, di immaginare.

martedì 18 dicembre H:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

martedì 18 dicembre H:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

mercoledì 19 dicembre H:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

giovedì 20 dicembre H:00 ▪︎ Rho ▪︎︎ cin&città

Lucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre continua il suo lavoro, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera, nella cucina di casa sua, la rivede all’improvviso, davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…”

«Se avessi iniziato dai temi che affronto, mi sarei fermato subito, non riesco a divertirmi se penso alla riscoperta della spiritualità o al rapporto che possiamo avere con la religione. Sono partito da un’apparizione, un’immaginazione non richiesta, ho visto Lucia che camminava sola in un centro commerciale e ho subito sentito un’intimità con lei, mi piaceva il suo carattere irrisolto. Ho pensato: la seguo, è sola e si porta dietro una vita normale ma faticosa. Poi l’ho vista nel reparto televisioni, si è girata e ha notato una donna con un velo blu in testa che le ha detto: ‘vai dagli uomini’, e lei ha risposto: ‘no, vacci tu’. Da lì è nata l’idea del film: da una risata, in quella risata c’era un rapporto fra quotidiano e altrove, fra presente e mistero, fra infanzia ed essere adulti. Era tanta roba e si presentava senza elucubrazioni concettuali. Scavando in quella risata avrei messo a fuoco i misteri del personaggio, che invece di vivere pienamente, sopravvive, ecco perché la Madonna è arrabbiata con lei e la guarda come se le dicesse: ‘non dovevamo finire così’» (Gianni Zanasi)

«Gianni Zanasi affronta uno spunto originale appoggiandosi su una sceneggiatura divertente e dall’ottimo ritmo. (…) Troppa grazia è un film che solleva molte domande mantenendo come messaggio centrale il bisogno e la contemporanea resistenza a credere nei miracoli, in un mondo che diviene sempre più difficile da decifrare e controllare, fra traffici loschi e disonestà anche all’interno dei rapporti più stretti. Ma è proprio tale sospensione di un significato univoco la forza della narrazione di Zanasi, che lascia che il pubblico viva la confusione insieme ai protagonisti, mentre il divino interviene metaforicamente per riportare i fatti a un piano di realtà in cui si riesce a guardare dentro se stessi, imparando a trovare la pace interiore un po’ più vicino del luogo indefinito in cui spesso si crede che sia, per paura o disincanto. La felicità appare allora ancora come quel sistema complesso già raccontato dal regista nel 2015, fatta di battute d’arresto, smarrimenti e riconciliazioni, a volte legata a un passato che può ancora essere presente, guardando in profondità dentro se stessi.» (Virginia Campione, Cinematografo.it)