Vice – L’uomo nell’ombra

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Vice – L’uomo nell’ombra

un film di Adam McKay
con Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell, Sam Rockwell, Alison Pill
sceneggiatura: Adam Mckay ● fotografia: Greig Fraser
montaggio: Hank Corwin ● musiche: Nicholas Britell
produzione: Annapurna Pictures
distribuzione: Eagle Pictures
Stati Uniti, 2018 ● 132 minuti

v. doppiata in italiano

Oscar 2019: 8 nomination tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attore protagonista
Golden Globes 2019: premio per migliore attore in una commedia, miglior regista, migliore sceneggiatura

un cast di attori straordinario, su cui spicca il protagonista Christian Bale, molto trasformato per interpretare con abilità e ironia Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, considerato da molti e a ragione, il “vero numero uno” della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush

Negli anni Settanta Dick Cheney sta con una ragazza davvero in gamba, Lynne, che riesce a farlo ammettere all’Università, dove lui però viene travolto dal gozzovigliare da college e, tra una sbornia e l’altra, finisce per farsi espellere. Non contento, continua a bere anche mentre lavora ai pali della corrente elettrica, finisce in una rissa e viene arrestato per guida in stato di ebrezza. A quel punto Lynne gli dà un ultimatum: o diventa la persona di potere che lei in quanto donna non può essere ma può aiutare e guidare, oppure tra loro è finita. La storia è nota: i due diventeranno una “power couple” di Washington e domineranno placidamente, quasi nell’ombra, l’amministrazione di George W. Bush, tra le più devastanti per la democrazia americana.

«Non sapevo molto di Dick Cheney, ma quando ho iniziato a leggere di lui, ne sono rimasto affascinato, da ciò che lo aveva guidato, da quali fossero le sue convinzioni. Più continuavo a leggere e più rimanevo sbalordito dal modo scioccante in cui Cheney arrivò al potere e quanto avesse influito sull’attuale ruolo degli Stati Uniti nel mondo. (…) Questo è stato un capitolo gigantesco della storia politica degli Stati Uniti che non ritengo sia mai stato completamente analizzato sul grande schermo. Un tassello essenziale del puzzle che ci fa capire come siamo arrivati in questo momento storico, in cui il consenso politico è raggiunto attraverso la pubblicità, la manipolazione e la disinformazione. E Dick Cheney era l’uomo al centro di tutto questo» (Adam McKay)

«Come in La grande scommessa, che cercava di spiegare con grafici e gusto del cazzeggio la crisi economica globale, McKay fa la chiosa al suo stesso film. Della commedia sceglie il lato più moraleggiante e mette insieme ironia, giornalismo, fact checking e mascherata per dimostrare come la Storia sia sì una tragedia, ma soprattutto come di norma le gesta di chi la compie facciano parte di una gigantesca farsa. (…) L’ironia di McKay, prima di essere un vezzo, diventa così uno strumento narrativo infallibile; un’annotazione incessante che illustra la confusione della Storia e svela senza mezzi termini la vergogna del male, che è peggio, forse, della stupidità di un miliardario col ciuffo.» (Roberto Manassero, Cineforum.it)