
KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
un film di Godfrey Reggio
sceneggiatura: Godfrey Reggio ● fotografia: Ron Fricke
montaggio: Alton Walpole, Anne Miller, Ron Frick ● musiche: Philip Glass
produzione: IRE Productions, American Zoetrope, MGM Home Entertainment
distribuzione: Park Circus
Stati Uniti, 1982 ● 87 minuti
no dialoghi
1984 São Paulo IFF: premio al Miglior film
1983 Los Angeles Film Critics Association Awards: premio alla Miglior colonna sonora
1983 Festival di Berlino: in concorso

Primo capitolo della trilogia culto “Quatsi” del regista Godfrey Reggio, il film unisce un approccio visivo unico a una musica potente e alla mancanza di dialoghi per mostrare l’umanità e il suo progressivo scollamento dall’armonia con la natura. A distanza di oltre quarant’anni dalla sua uscita, è ancora oggi un ritratto bellissimo, impietoso e attuale della nostra civiltà.
11:00
Pietra miliare del cinema sperimentale d’avanguardia realizzata nel 1982, il film è un affresco visivo che esplora l’impatto dell’uomo sulla natura e il mondo, mettendo in contrasto immagini potenti e simboliche della bellezza naturale con quelle della modernità, della tecnologia e dell’industrializzazione. Un collage di sequenze visive straordinarie, che spaziano da panorami naturali incontaminati a scene di frenetica (e meccanica) vita quotidiana nelle città – il tutto accompagnato dalla colonna sonora evocativa e potente composta da Philip Glass – il film non racconta una storia tradizionale, ma si concentra invece sull’esplorazione delle dinamiche e dei ritmi dell’esistenza moderna, suggerendo una riflessione sulle disarmonie tra l’ambiente naturale e l’evoluzione della civiltà umana.
«Quello che ho provato a mostrare è che l’evento fondamentale di oggi non viene visto da chi lo sta vivendo. Vediamo la superficie: i giornali, l’ovvietà dei conflitti, dell’ingiustizia sociale, il mercato… Ma per me l’evento più grande o, probabilmente, il più importante della nostra intera storia sta passando inosservato. E l’evento è il seguente: il passaggio dall’habitat naturale, come ospite della vita umana, a un ambiente tecnologico. Questo film non mostra l’effetto della tecnologia sull’uomo, ma che ogni cosa esiste all’interno del mondo tecnologico. Noi non usiamo la tecnologia, noi viviamo la tecnologia. La tecnologia è ovunque, come l’aria che respiriamo al punto che non siamo più consci della sua presenza. (…) Per alcune persone è un film ambientalista, per altre è un’ode alla tecnologia, per qualcuno è una merda, altri invece si sentono toccati nel profondo. Dipende a chi lo chiedi.» (Godfrey Reggio)
«Un capolavoro visivo e musicale che insegna a guardare il mondo con occhi diversi, Koyaanisqatsi è un film sperimentale, un’opera ardita, una vera e propria scommessa. Reggio, coadiuvato dal direttore della fotografia Ron Fricke, imprime su pellicola una sequenza di paesaggi naturali mozzafiato, demolizioni controllate, immagini frenetiche velocizzate all’inverosimile alternate a ralenti, e tante altre riprese stupefacenti. Tutto questo incessantemente accompagnato, fino a creare un’unione indissolubile, dalla musica evocativa di Philip Glass e i suoi synth indiavolati.» (Yorgos Papanicolau, Cinefacts.it)