
ALPHA
un film di Julia Ducournau
con Mélissa Boros, Golshifteh Farahani, Tahar Rahim e Emma Mackey
sceneggiatura: Julia Ducournau ● fotografia: Ruben Impens
montaggio: Jean-Christophe Bouzy ● musiche: Jim Williams
produzione: Mandarin & Compagnie, Kallouche Cinéma
distribuzione: I Wonder Pictures
Francia, Belgio 2025 ● 128 minuti
v.o. francese con sottotitoli in italiano
2025 Festival di Cannes: concorso

dopo lo spiazzante Titane, Julia Ducournau torna con un’opera altrettanto intensa, ma questa volta più intima e personale: una tempesta emotiva, familiare e sociale pronta ancora una volta a travolgerci con le sue immagini, i suoi corpi e una carne spinta oltre i limiti del nostro immaginario.
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Alpha è una tredicenne inquieta che vive sola con sua madre, dottoressa in una clinica specializzata. La loro quotidianità è sconvolta quando la ragazza torna da una festa con un tatuaggio “fatto in casa”, una A rozzamente incisa sul braccio. Il timore che la bravata l’abbia portata a contrarre un pericoloso virus inizia ad aleggiare nelle loro vite proprio mentre a casa loro compare lo zio tossicodipendente di Alpha.
«Quando hai a che fare con il corpo di qualcuno, hai a che fare con la parte più intima di quella persona. Più ti avvicini a esso, più ti avvicini alla vulnerabilità. E più ti addentri, più le emozioni prendono il sopravvento. È qualcosa che cerco consapevolmente. Ogni film che realizzo, mi dico che posso spingermi oltre, che posso esprimere qualcosa di ancora più sincero, qualcosa di ancora più vicino a ciò che provo davvero nel profondo. Questo mi spinge a portare le mie paure sullo schermo nel modo più preciso possibile.» (Julia Ducournau)
«Soffocante, ma anche devastante. Alpha è (anche) una storia familiare sulla tossicodipendenza. È il film più estremo e cupo della regista, quello in cui i cadaveri (del cinema) potrebbero essere sepolti per decenni, secoli, prima di tornare a muoversi nella notte. Si presenta totalmente respingente. Ha l’impatto di un pugno in pieno volto ma anche di un’indimenticabile notte di sesso. Per questo ancora più degli altri due film, stavolta la cineasta non ha mezze misure nel filmare la bellezza della mostruosità e gli abbracci perduti e ritrovati. Alpha è un cinema impetuoso e abbagliante, tra più radicali degli ultimi anni. Il contagio (sensoriale) – anche nella contrapposizione tra dolore e piacere – si insinua come un virus, in una sinfonia dissonante che continua a rimbombare nella nostra testa.» (Simone Emiliani, Sentieri Selvaggi)