DUE PROCURATORI

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DUE PROCURATORI
Zwei Staatsanwälte

un film di Sergei Loznitsa
con Aleksandr Kuznetsov (IV), Anatoliy Belyy, Vytautas Kaniusonis
sceneggiatura: Sergei Loznitsa ● fotografia: Oleg Mutu
montaggio: Danielius Kokanauskis ● musiche: Christiaan Verbeek
produzione: SBS Productions, LOOKSfilm, Atoms & Void
distribuzione: Lucky Red
Francia, Germania, Paesi Bassi, Lettonia, Romania, Lituania, Ucraina, 2025 ● 118 minuti

v.o. russo, ucraino e inglese con sottotitoli in italiano

2025 Festival di Cannes: concorso

dal festival di Cannes arriva la nuova pellicola di Sergei Loznitsa (My Joy, Anime nella nebbia, Austerlitz) che con DUE PROCURATORI torna al cinema di finzione, mantenendo la sua attenzione sul passato e sulla Russia sovietica, chiave per interrogare al contempo anche un presente complesso e ancora tormentato dal fantasma dell’oppressione.

venerdì 13 Febbraio
11:00

sabato 14 Febbraio
16:50

domenica 15 Febbraio
12:40

lunedì 16 Febbraio
19:20

mercoledì 18 Febbraio
13:30

Unione Sovietica, 1937. Migliaia di lettere di detenuti ingiustamente accusati dal regime vengono bruciate in una cella di prigione. Contro ogni previsione, una di queste richieste d’aiuto giunge a destinazione, sulla scrivania del procuratore locale appena nominato, Aleksandr Kornev. Il giovane Kornev fa del suo meglio per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD. Bolscevico convinto e integro, il giovane procuratore sospetta una serie di abusi e illegalità. La sua ricerca di giustizia lo porterà fino all’ufficio del Procuratore Generale a Mosca…

«Senza l’idealismo la nostra terra non girerebbe. Noi abbiamo sempre bisogno di credere che qualcosa esista dietro la linea dell’orizzonte. Siamo organizzati così. Platone chiamò tutto questo idea. Non esiste, ma è un obiettivo. È un interessante paradosso» (Sergei Loznitsa)

«L’umanità, chiusa nel film di Loznitsa tra quattro anguste mura, la vediamo traboccare copiosamente in alcuni primi piani, a partire dal confronto vis-à-vis tra l’anziano prigioniero e il giovane procuratore. Un film di messa in scena, ma anche di notevoli performance attoriali. Sopra le righe, caricaturali, persino bizzarri, i servi del potere e carnefici non sono sbeffeggiati da Loznitsa, sono solo il riflesso di un sistema implacabile, tentacolare, in grado di arrivare ovunque, di corrompere, terrorizzare, cancellare più di una generazione. Ancora una volta, Loznitsa affronta a testa alta il fantasma sovietico, così come ha difeso gli artisti russi da quelle ondate demagogiche che rischiano (come sempre, la Storia insegna) di travolgere tutto. Ecco, ancora una volta, come sempre accade col cinema di Loznitsa, Due procuratori è anche un monito.» (Enrico Azzano, Quinlan.it)