HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
HAMNET
un film di Chloé Zhao
con Jessie Buckley, Paul Mescal, Zac Wishart
sceneggiatura: Chloé Zhao, Maggie O’Farrell ● fotografia: Lukasz Zal
montaggio: Affonso Gonçalves, Chloé Zhao ● musiche: Max Richter
produzione: Focus Features, Hera Pictures, Neal Street Productions
distribuzione: Universal Pictures
gran bretagna, stati uniti, 2025 ● 125 minuti
v.o. inglese con sottotitoli in italiano
2026, candidatura a 8 premi oscar
2026, Golden Globes, vincitore miglior film drammatico, miglior attrice protagonista in un film drammatico

se Hamnet e Hamlet sono in realtà lo stesso nome, il primo rappresenta qui la genesi del secondo, la grande opera shakespeariana. la regista premio Oscar (Nomadland, 2021) adatta il bestseller omonimo di Maggie O’Farrell per raccontare questa genesi, simbolo stesso della funzione catartica e collettiva dell’opera d’arte
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Agnes è una donna che vive in perfetta armonia con la natura selvatica della campagna inglese ed è dotata di un talento innato per la falconeria. William è un giovane tutore di latino, poco più che adolescente, che lotta per ripagare i debiti del padre. Si incontrano vicino alla scuola dove lui insegna. La scintilla tra i due è immediata, incendiaria. Si sposeranno, avranno dei figli, e vivranno la peggior tragedia che un genitore possa immaginare. Dal loro dolore nascerà un’opera d’arte che rimane, ancora oggi, un punto di riferimento assoluto.
«Agnes potrebbe sembrare una strega, ma è semplicemente qualcuno che sa osservare il mondo con sensibilità, in grado di leggere energicamente le persone. Il che deriva dalla sua connessione con la natura, con gli animali, con il suo stesso corpo. Nella civiltà di oggi è difficile mantenere questo tipo di approccio aperto. Essere in grado di ascoltare ciò che l’ambiente circostante sta cercando di comunicare attraverso di te, invece di imporre la tua visione. È come se il corpo di Agnes fosse un parafulmine, lo stesso modo in cui devo sentirmi anche io mentre giro.» (Chloé Zao)
«Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao è destinato a essere una delle esperienze più devastanti che vedrete in questa stagione, se non addirittura la più straziante approdata in sala negli ultimi dodici mesi. Eppure, è anche un racconto che, pur affrontando la morte, esplode di vita, rinnovamento, rinascita. La scomparsa del giovane Hamnet è stata, un tempo, il seme da cui nacque un capolavoro. Ora lo ha fatto di nuovo. (…) Sebbene di Hamnet si parlerà per mesi – e il brusio probabilmente crescerà d’intensità man mano che quel certo appuntamento di marzo nel Sud della California si avvicina – della performance di Jessie Buckley si discuterà per anni. È il genere di prova attoriale che fonde insieme sfumature ed espressionismo puro, momenti di quiete e urla da togliere il respiro.» (David Fear, Rolling Stones)

