I giganti

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I GIGANTI

un film di Bonifacio Angius
con Bonifacio Angius, Stefano Deffenu, Michele Manca, Francesca Niedda,
Noemi Medas, Riccardo Bombagi, Stefano Manca, Roberta Passaghe, Mila Angius
sceneggiatura: Bonifacio Angius, Stefano Deffenu ● fotografia: Bonifacio Angius
montaggio: Bonifacio Angius ● musiche: Luigi Frassetto
produzione: Il Monello Film
Italia, 2021 ● 80 minuti

v.o. in italiano

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Annecy Cinéma Italien: miglior regia, premio giuria giovani

Dopo Perfidia e Ovunque proteggi i torna la Sardegna di Angius metafora di un esistere alla deriva, in un Kammerspiel rigoroso e spietato, grande cinema dei margini e dell’ombra

In una casa sperduta nella campagna sarda, un gruppo di amici si ritrova per consumare droghe e alcolici. Le ore trascorrono nell’autodistruzione, ammantata di ricordi e pensieri dolorosi che affiorano. La breve partecipazione di due ragazze non nasconde il vuoto creato dalla mancanza della presenza femminile, che rende i protagonisti ancor più cupi, disperati. Soli. Distanti dal mondo esterno e serrati nell’abitazione, espressione di interiorità, i rapporti si lacerano e rimarginano incessantemente, lungo un percorso che sembra segnato.

«I giganti è un film nato da diverse congiunture e suggestioni inevitabilmente legate al triste e sconvolgente periodo che tutti insieme stiamo affrontando con immense difficoltà. È una storia densa di rabbia, dolore, tenerezza, fragilità, furore, ironia, cinismo e violenza. Una violenza a volte nascosta, velata, a volte evidente, cristallina, subdola e premeditata. La violenza, nei gesti e nei pensieri, negli sguardi e nelle parole, è motore invisibile delle azioni dei personaggi e, attraverso il ritratto di un piccolo mondo autodistruttivo, forma elementare dell’agire umano. L’idea del film nasce dall’urgenza di mettere a nudo le fragilità dei rapporti umani e di mostrarne il disequilibrio, cercando attraverso il mezzo cinematografico di illuminarne i lati più oscuri, nostalgici, sinistri e malinconici.» (Bonifacio Angius)

«I giganti è un film di fantasmi, di spettri del passato che continuano a maledire il presente perché gli sfugge tra le dita, di sconfitti che preferiscono il sonno della mente all’atto riparatore, del quale non sarebbero in grado di reggere le conseguenze. In fin dei conti, come sottolinea il finale, I giganti è un film sul sogno, il sogno di una vita mai vissuta così come di un tempo scomparso, ma anche il sogno di un cinema d’altri tempi che cerca di resistere alla disperata dissoluzione dell’interazione umana. Involucri chiusi in loro stessi, i personaggi del film sono spettatori che non si sanno rapportare tra loro, e neanche con lo schermo su cui passa inesorabile la loro esistenza.» (Raffaele Meale, Quinlan.it)