A voce alta – La forza della parola

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A voce alta – La forza della parola
À Voix Haute – La Force de la Parole

un film di Stéphane de Freitas, Ladj Ly
sceneggiatura: Stéphane De Freitas
fotografia: Ladj Ly, Timothée Hilst
montaggio: Jessica Menéndez, Pierre Herbourg
musiche: Superpoze
produzione: My Box Productions
distribuzione: Wanted Cinema
Francia, 2017 ● 99 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

TFF, 2017: premio del pubblico

Il fondamento della nostra civiltà, la base della nostra democrazia. La parola protagonista di un documentario che mostra come la capacità di esprimersi e argomentare possa influenzare anche il nostro modo di pensare.
Una sfida che chiama in causa tutti noi: quanto siamo disposti a metterci in gioco nei nostri discorsi quotidiani e quanto ci sforziamo di arricchire la nostra idea del mondo? Siamo pronti a rimboccarci le maniche per cambiare le cose, partendo anche da una sillaba al posto giusto?

Tutti gli anni all’università di Saint Denis, nella periferia parigina, si tiene una gara basata sull’eloquenza per determinare il miglior oratore. Provenienti da diversi background socioculturali, gli studenti si preparano alla gara seguiti da vicino da professionisti dell’arte oratoria come avvocati e poeti. Grazie alla retorica, i giovani si raccontano e scoprono, rivelando le loro storie più personali.

«Spero che vedere À voix haute faccia riflettere e apra una finestra di dialogo. Spero che le persone possano supportare l’idea della convivenza pacifica e rendersi conto che possiamo avere opinioni diverse sulla vita e riuscire lo stesso a parlare e a capirci. Non credo sia un’idea utopica. Al di là di questa speranza, vorrei dimostrare che nelle periferie ci sono ragazzi disposti a fare uno sforzo reale per acquisire competenze, vivere i loro sogni e avere una voce che conta nella nostra società» (Stéphane de Freitas)

«Un film politico eppure pieno di speranza. (…) Ci sono la vitalità e l’energia dei ragazzi dell’Università di Saint-Denis che si esercitano per il concorso di arte oratoria della fine dell’anno accademico; ci sono l’intelligenza e la sensibilità degli autori che seguendo questa piccola storia tagliano di traverso mille questioni sociali di urgenza assoluta (…); ci sono le emozioni, le risate, l’apprendimento, la sofferenza, il riscatto, la lotta, la commozione. E tutto passa attraverso la parola o meglio la celebrazione della forza e del potere della parola. (…) Sarebbe da consigliare la visione di questo film a coloro che dell’arte oratoria dovrebbero servirsi come dello strumento più prezioso. (…) E forse cogliere qualcosa di un sentimento diverso, sorprendente, speranzoso. Speriamo che cominci il pubblico» (Chiara Borroni, cineforum.it)