ADA

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ADA

un film di Kira Kovalenko
con Milana Aguzarova, Alik Karaev, Soslan Khugaev, Khetag Bibilov
sceneggiatura: Kira Kovalenko, Lyubov Mulmenko, Anton Yarush
fotografia: Pavel Fomintsev, Mukharam Kabulova
montaggio: Vincent Deyvaux
produzione: AR Content, Non-Stop Productions
distribuzione: Movies Inspired
Russia, 2021 ● 92 minuti

v.o. russo con sottotitoli in italiano

2021 Festival di Cannes: premio Un Certain Regard

Dagli stessi produttori de La ragazza d’autunno, ambientata in una terra desolata, anni fa teatro di uno spaventoso attentato terroristico, ADA è la storia della prigione fisica e spirituale di una giovane donna e della sua lotta per liberarsi dalla gabbia dei legami di sangue.

Ossezia, Causaso del Nord. Zaur, uomo e padre severo, si è trasferito insieme ai figli Ada, Akim e Dakko a Mizur, in una piccola e sperduta cittadina mineraria. In bilico tra le indecisioni sul futuro dei figli e la rigidità dell’uomo la vita scorre non senza difficoltà. Il ritorno del primogenito, precedentemente fuggito dal padre per lavorare a Rostov, riporterà alla luce i traumi inespressi che hanno coinvolto la famiglia.

«Penso che ciò che è successo ad Ada sia facilmente comprensibile da tutti. Lei è una sopravvissuta e allo stesso tempo una vittima di un attacco terroristico e non credo ci fosse bisogno di prodigarsi particolarmente per illustrarlo. Numerosi sono stati gli attacchi a livello globale ormai che hanno ferito e colpito un gran numero di persone, penso dunque sia facile riconnettersi alla sua esperienza. Una persona è la somma di quanto successogli nel passati. Ciò vale anche per le vittime della guerra in Cecenia e per i bambini che le sono sopravvissuti. Per quanto riguarda le sfide fisiche che Ada deve affrontare: la sua storia è la storia vera di una ragazza che veniva dalla Cecenia.» (Kira Kovalenko)

«Una messa in scena semplice ma ricca di significati, anche per via di un contesto aspro per chi lì vi vive ancora i traumi di un passato impossibile da dimenticare. Difficoltà che si amplificano se sei donna in una società patriarcale e se il padre-padrone ti impedisce di condurre un’esistenza come quella delle tue coetanee, ingabbiata tra fratelli minori rimasti ancora bambini e maggiori in procinto di divenire ancore di salvezza. Ada è un’opera che vive di sussulti, pronti a spezzare quel lento, omerico, viaggio verso la libertà tanto agognata. L’intensità della protagonista diventa così fulcro dell’azione drammatica, corpo e sguardo di un film che trova la propria forza anche a dispetto di un parziale formalismo a tratti evidente. Cicatrici che permangono, pronte a svelarsi e finalmente venire a patti con il proprio vissuto.» (Maurizio Encari, Everyeye Cinema)