Allons enfants

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ALLONS ENFANTS
La troisième guerre

un film di Giovanni Aloi
con Ali Suliman, Anthony Bajon, Anna Unterberger, Karim Leklou,
Lana Zreik, Leïla Bekhti, Gassan Abbas, Arthur Verret, Jonas Dinal
sceneggiatura: Ameen Nayfeh, Giovanni Aloi ● fotografia: Elin Kirschfink, Martin Rit
montaggio: Kamal El Mallakh
produzione: Capricci Films
distribuzione: I Wonder Pictures
Francia 2020 ● 92 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

2020 Mostra del Cinema di Venezia – Orizzonti

domenica 24 Ottobre il regista sarà ospite in sala

Italiano ma residente in Francia, il regista Giovanni Aloi fa il suo esordio nel lungometraggio andando a esplorare la complessità dietro un’immagine ormai normalizzata: quella di un gruppo di soldati schierati in assetto da guerra su una strada cittadina che in guerra non è

domenica 24 ottobre
21:40

Léo è un militare francese appena uscito dal corso di addestramento. Viene assegnato a una caserma parigina da dove ogni giorno partono missioni di pattuglia e sorveglianza sulle strade della capitale, a difesa di obiettivi sensibili. Tra i suoi commilitoni Léo lega soprattutto con Hicham, che millanta un’esperienza forse non veritiera, e con Coline, taciturna capo pattuglia che attende una promozione e cerca di nascondere una gravidanza. Composto di giovani uomini educati nel culto dell’azione, il reparto vive i ripetitivi e noiosi incarichi di sorveglianza con una certa tensione che non tarderà ad esplodere.

«Vivo a Parigi, nel 2015 andai via e tornai il giorno dopo gli attacchi al Bataclan. La città era cambiata – c’erano poche persone in strada, la metropolitana era praticamente vuota, Montparnasse sembrava una città fantasma. Per farla breve, quella città rumorosa sembrava più o meno post apocalittica. Dopo vidi queste persone in uniforme, molto giovani, pattugliare le strade con armi pesanti, aspettando che succedesse qualcosa. Cominciai a osservarle. Ci ho visto una storia in tutto ciò, iniziai a fare delle ricerche ed eccoci qua.» (Giovanni Aloi)

«Tutta la storia si basa su un’atmosferica riflessione psicologica che Aloi tiene in equilibrio sul filo del rasoio che separa il pericolo dalla paranoia. L’intero film è costruito come un controcampo concettuale al punto di vista del pubblico: cosa vedono gli occhi di questi militari in attesa, mentre la vita dei cittadini scorre ignara? Come si distinguono le minacce reali dai pericoli immaginati?» (Tommaso Tocci, mymovies.it)