ANNETTE

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ANNETTE

un film di Léos Carax
con Adam Driver, Marion Cotillard, Simon Helberg, Rebecca Dyson-Smith, Devyn McDowell
Sceneggiatura: Ron Mael, Russell Mael ● Fotografia: Caroline Champetier
Montaggio: Nelly Quettier ● Musiche: Ron Mael, Russell Mael
produzione: CG Cinema, Tribus P Films
distribuzione: I Wonder Pictures
Francia, USA, Messico ● 141 minuti

v.o. inglese e francese con sottotitoli in italiano

premio alla miglior regia all’ultimo Festival di Cannes, Annette di Leos Carax è un inno a tutte le forme di spettacolo, dall’opera a Broadway, ma è anche il negativo del musical hollywoodiano e il ritratto oscuro dell’industria dello spettacolo

Ann è una diva della lirica che ogni sera muore in scena, Henry una star dello stand-up che fa morire dal ridere la platea. Ann ha preso la luce del sole, Henry tutta l’ombra. A Los Angeles si incontrano e contro ogni logica si innamorano. Anche il pubblico è sorpreso da quel sentimento smisurato come l’ego di Henry. Davanti agli obiettivi dei paparazzi, ‘concepiscono’ Annette, bambina, bambola, enfant prodige, miracolo e dannazione. Frutto della loro unione e ‘giocattolo’ delle loro aspirazioni, Annette cristallizza le speranze e i tormenti di due figure contrarie. Perché la ‘bella’ e il ‘bastardo’ si amano da morire e fino a morire.

««I musical danno al cinema un’altra dimensione, quasi letteralmente: hai tempo, spazio e musica. E portano una libertà incredibile. Puoi dirigere una scena seguendo l’esempio della musica o andando contro la musica. Puoi mescolare tutti i tipi di emozioni contraddittorie. Puoi essere grottesco e profondo allo stesso tempo. E il silenzio, il silenzio diventa qualcosa di nuovo: non solo silenzio in contrasto con le parole dette e i suoni del mondo, ma più profondo.». (Leos Carax)

«Musical, dramma e noir. Annette pesca a piene mani dal cinema, da qualsiasi angolazione (…). Henry McHenry cavalca la sua moto immergendosi in oscure notti wendersiane, premonitrici. Il synth-pop incontra la lirica, Ann mangia mele come Biancaneve, Annette è una bimba-burattino, Henry McHenry è nella nostra realtà un paleoantropologo che studia l’evoluzione dei primati. Impossibile uscire indenni da rimandi, omaggi, citazioni. Eppure, nella sua complessità, Annette è un film ambiziosamente semplice, archetipico nel cercare di sviscerare gli abissi impensabili dell’amore. (…) Ci vorrebbero più film di Carax. Magari con Driver e Lavant.». (Enrico Azzano, quinlan.it)