BANKSY DOES NEW YORK

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BANKSY DOES NEW YORK

un film di Chris Moukarbel
fotografia: Mai Iskander, Karim Raoul • montaggio: Jennifer Harrington
suono Leandro Gonzalez, Leonardo Gonzalez, Michael Solomon
distribuzione: Wanted Cinema
stati uniti, 2014 • 79 minuti

v.o. inglese con sott. in italiano

Torna al Beltrade BANKSY DOES NEW YORK di Chris Moukarbel, il frizzante racconto della residenza sui generis dell’artista nella Grande Mela.

Presentato in anteprima mondiale al DOC NYC Festival 2014, il film è stato nominato Miglior documentario al News & Documentary Emmy Awards.

Lo scorso ottobre, quando lo street artist Banksy ha rivelato di essere “in residenza” a New York, ha lanciato una vera e propria caccia al tesoro tra fan curiosi, mancati collezionisti d’arte e, naturalmente, poliziotti. Con la videocamera del cellulare pronta a riprendere, tutti volevano conquistare un pezzo dei suoi effimeri lavori prima che venissero distrutti o, peggio, rimossi per guadagno. Chris Moukarbel analizza la rapida e convulsa reazione del pubblico, e segue il percorso dei lavori creati segretamente da Banksy giorno dopo giorno e sparsi in tutta la città: dal lower East Side fino a Staten Island, da Williamsburg a Willets Point. Una caccia al “pezzo”, unico aspetto di questo misterioso artista che, seppur nascosto e difficile da trovare, è reso pubblico.

“Banksy è qualcuno di cui un sacco di persone sanno e ci sono un sacco di opinioni su di lui. Gli Americani non conoscono necessariamente gli artisti più famosi del mondo dell’arte, ma conoscono spesso Banksy. E uscito fuori dallo spazio del mondo dell’arte ed e divenuto questa figura popolare su cui un sacco di persone hanno un’opinione. (…) Noi non abbiamo fatto un film in collaborazione con l’artista ma con gli abitanti di New York. Dunque il divertimento e il punto di vista erano quelli della città.” (Chris Moukarbel)

“Ridefinire il concetto di immaginario e d’identità (sempre mutevole) della città più raccontata del mondo potrebbe essere un modo per sintetizzare questo Banksy Does New York (…) Sono i significati trasversali e collaterali a rendere stimolante la visione. In primis nobilitata dall’oggetto d’indagine, Banksy, il cui esistere, taggare, condividere e postare – come l’essere narrato da notiziari, abitanti e critici – rinvigoriscono quel concetto fluido chiamato “viralità”, rendendo ogni sua azione una parte di un fitto puzzle esistenziale, il piatto ghiotto per la più densa riflessione strutturalista.” (FilmTV)