Blue Velvet

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VELLUTO BLU
BLUE VELVET

un film di David Lynch
con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern
sceneggiatura: David Lynch ● fotografia: Frederick Elmes
montaggio: Duwayne Dunham ● musiche: David Lynch, Angelo Badalamenti
produzione: De Laurentiis
distribuzione: mplc
Stati Uniti, 1986 ● 120 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano

maestro del viaggio nelle parti più oscure dell’inconscio, in questo capolavoro del 1986 David Lynch pone le basi per tutto il suo cinema più perturbante e surreale, portando lo spettatore nelle zone più recondite dell’istinto, del desiderio e della paura, ma lo fa mantenendosi prossimo allo spirito e alle forme di un grande classico.

lunedì 17 Gennaio
21:30

Il padre di Jeffrey Beaumont è colpito da un infarto: lui torna a Lumberton per assisterli. Un giorno trova in un terreno abbandonato un orecchio umano mozzato. Lo consegna alla polizia, ma prosegue da solo le sue indagini, concentrando la sua attenzione sulla cantante Dorothy Vallens.
Dietro una staccionata bianca si nasconde la provincia americana, con il suo sogno impossibile di serenità, in cui cantano i pettirossi. Nell’erba invece si nasconde l’inaspettato: un orecchio umano reciso e attorniato di insetti, a ricordarci che il male esiste e si cela nei luoghi più inaspettati. A ricordarci quanto possa essere profonda la tana del Bianconiglio.

«Blue Velvet non è un film per tutti. Ad alcuni piacerà un sacco, ma abbiamo anche assistito a reazioni estremamente negative. Abbiamo fatto una proiezione in anteprima nella Valley ed è stata un disastro. La gente lo ha trovato disgustoso e morboso. E chiaramente lo è, ma ha due facce. Io credo che i film debbano avere il potere del bene e quello dell’oscurità, per poter dare dei brividi e scuotere un po’ gli animi. […] Blue Velvet è un viaggio sotto la superficie di una cittadina americana, ma è anche una sonda lanciata nell’inconscio o in un luogo in cui si affrontano cose che normalmente non incontri. Uno dei tecnici del suono l’ha definito un incrocio fra Norman Rockwell e Hieronymus Bosch. È un addentrarsi il più possibile in quella dimensione, per poi uscirne. C’è un punto di immersione totale, e da lì si riaffiora.» (David Lynch)

«Per David Lynch Velluto blu è il film della svolta, quello che muta in maniera irreversibile la sua carriera e trasforma le intuizioni da incubo di Eraserhead in una forma compiuta, rivestita da un’apparenza tranquillizzante e seducente. Nella sua sostanziale alterità, solo il tempo è capace di dar ragione all’arte di David Lynch. E così avverrà, specie dopo la rivoluzione televisiva di Twin Peaks. Ma tutto ha inizio qui, in un film che sembra la summa di ciò che verrà. Come lo stesso Lynch ha più volte dichiarato, c’è un po’ di Frank Booth – un Dennis Hopper da incubo, perennemente in uno stato di alterazione – in ogni BOB e in ogni villain della Loggia Nera, così come c’è un po’ dell’agente Cooper nel giovane Jeffrey, voyeur desiderante e insieme oggetto del desiderio.» (Emanuele Sacchi, mymovies.it)