CLÉO DALLE 5 ALLE 7 + RÉPONSE DE FEMMES

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CLÉO DALLE 5 ALLE 7 + RÉPONSES DE FEMMES

CLÉO DALLE 5 ALLE 7
un film di Agnès Varda
con Dorothee Blanck, Antoine Bourseiller, Eddie Constantine,
José Luis de Villalonga, Dominique Davray, Jean-Luc Godard,
Serge Korber, Anna Karina
sceneggiatura: Agnès Varda ● fotografia: Jean Rabier
montaggio: Pierre Goumy ● musiche: Michel Legrand
distribuzione: Cineteca di Bologna
Francia, Italia, 1962 ● 85 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

RÉPONSE DE FEMMES
un film di Agnès Varda
sceneggiatura: Agnès Varda ● fotografia: Jacques Reiss, Michel Thiriet
montaggio: Andrée Choty, Marie Castro
produzione: Ciné-Tamaris, Antenne 2
distribuzione: Cineteca di Bologna
Francia, 1975 ● 8 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

Un omaggio per una voce unica nel coro nouvelle vague. Varda per oltre settant’anni ha girato film con lo stesso contagioso piacere, senza distinzioni tra generi, formati, durate, fiction o verité. Un cinema in prima persona, singolare, fatto di di luoghi, di strade, di attese, lo sguardo che si fa all’occorrenza femminista e sociale, senza perdere in libertà poetica.

CLÉO DALLE 5 ALLE 7 

La giovane cantante Cleo deve fare i conti con un problema di salute piuttosto grave. La accompagneremo nelle due ore che precedono il responso medico. Gli amici non riescono a sollevarla da una situazione di prostrazione, solo l’incontro casuale con un giovane militare in procinto di partire per l’Algeria, riuscirà a darle il coraggio di affrontare la situazione e di recarsi all’ospedale per conoscere la verità sul suo futuro…

«Cléo è la donna-clichet: alta, bionda, bella, voluttuosa. L’intera dinamica del film sta nel mostrare questa donna nel momento in cui rifiuta di essere il cliché, quando smette di voler essere guardata e decide di esere lei stessa lo sguardo. Da oggetto di sguardo diventa il soggetto che guarda» (Agnès Varda)

«…[È necessario] segnalare la padronanza artistica con cui Agnès Varda ha trattato questo soggetto. Qui, nulla è lasciato al caso. Agnès Varda non conosce la spontaneità. In lei tutto è voluto e mirabilmente concertato. Tutte le qualità che i film precedenti lasciavano presagire sono qui in atto, ma a un livello di perfetta padronanza. Come sempre, in lei la fotografia e la qualità plastica dell’immagine sono letteralmente affascinanti. Ma la stessa regia propriamente detta rivela una grande inventiva. […] In Cléo, realismo e ricercatezza si intrecciano sapientemente con finalità molto consapevoli. Tutto quanto ruota attorno a Cléo, al suo viso, alla sua andatura, al suo modo di vestirsi. Il suo appartamento è studiato e stilizzato al massimo, con alcune finezze poetiche, ma gli è di contrappeso un estremo rigore nell’esattezza dei più piccoli particolari, una rigorosa minuzia nella verità dell’insieme.» (Pierre Billard, Cinéma)

REPONSE DE FEMMES

Antenne 2 chiede a sette registe di rispondere in sette minuti alla domanda: “Che cos’è una donna?”. Agnès Varda risponde con un ciné-tract: alcune donne discutono di sesso, desiderio, pubblicità e bambini.

«La domanda «Cosa vuol dire essere donna?» è stata posta dal secondo canale della TV francese a diverse donne registe.
Questo “film-volantino ” è una tra le risposte possibili, per ciò che concerne il corpo delle donne — il nostro corpo — di cui si parla così poco, anche ora che si parla così tanto della condizione femminile. Il nostro corpo-oggetto, corpo-tabù, con o senza bambini, il nostro sesso… Come vivere il nostro corpo? Il nostro sesso, come viverlo?» (Agnès Varda)