COPA 71

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COPA 71

un film di James Erskine e Rachel Ramsay
con Elvira Aracen, Brandi Chastain, Birte Kjems
sceneggiatura: James Erskine, Victoria Gregory, Rachel Ramsay ● fotografia: Angela Zoe Neil
montaggio: Arturo Calvete, Mark Roberts ● musiche: Rob Lord
produzione: Dogwoof
distribuzione: Fandango
Regno Unito, 2023 ● 91 minuti

v.o. inglese, spagnolo, italiano e francese con sottotitoli in italiano

proiezione speciale 18 giugno: ospiti in sala Cristiana Capotondi,
capo delegazione della Nazionale di calcio femminile dell’Italia
e Joanna Borella, Presidentessa dell’Associazione Scuola Calcio Femminile
Bimbe Nel Pallone
modera l’incontro la giornalista Gabriella Grasso

Ci sono storie che rischiano di scivolare via dalla memoria collettiva, che hanno bisogno di essere indagate, riscoperte e celebrate: Copa 71 fa tutto questo e dona un prezioso documento, testimonianza vivace e vitale di un evento sportivo che a oltre 50 anni dal suo svolgimento evoca emozioni e riflessioni più che mai attuali.

È l’agosto 1971. Le nazionali di Inghilterra, Argentina, Messico, Francia, Danimarca e Italia si ritrovano nell’assolato stadio Azteca di Città del Messico. La portata del torneo è monumentale: sponsor sontuosi, ampia copertura televisiva, merchandising a ogni angolo di strada e folle di oltre 100.000 tifosi scatenati che partita dopo partita trasformano il mitico stadio in un inferno. I media sono in adorazione e l’atmosfera evoca i più grandi momenti della storia del calcio internazionale. Ma questo torneo è diverso da tutti i precedenti: in campo sono tutte donne, e probabilmente non ne avrete mai sentito parlare. È l’incredibile storia di Copa 71, la prima Coppa del Mondo femminile non ufficiale. Disconosciuto dalla FIFA e da tutte le federazioni calcistiche nazionali, il torneo è stato completamente cancellato dalla storia. Fino a oggi.

«Quando abbiamo sentito parlare per la prima volta della Copa 71, come molti altri semplicemente non riuscivamo a crederci. Un torneo su scala mondiale, visto da un pubblico record, con la promessa di un nuovo futuro per lo sport femminile, apparentemente cancellato dalla storia? Man mano che approfondivamo la vicenda e la portata dell’evento, le ingiustizie subite dalle giocatrici e la portata delle loro esperienze ci apparivano sempre più straordinari. Era evidente che non si trattava solo di una storia che doveva essere raccontata, ma anche che il mondo aveva bisogno di conoscerla. Volevamo realizzare un film che non si limitasse a denunciare questa ingiustizia storica, ma celebrasse davvero le donne coinvolte e che, dopo essere state messe così a lungo a tacere, gli restituisse l’opportunità di far sentire la propria voce e condividere le loro esperienze.» (Rachel Ramsay, James Erskine)

«Le immagini sono avvincenti, come il lavoro di montaggio e le testimonianze delle protagoniste, di ieri e di oggi (tra le altre, c’è Elena Schiavo, capitano della Nazionale, considerata all’epoca la più forte calciatrice del mondo), costruendo uno spazio per ridere, piangere, urlare e gridare. E poi, la mega rissa tra Messico e Italia in semifinale, per un presunto arbitraggio di parte, resta l’apoteosi. Una storia veramente globale, che riflette al tempo stesso questa esperienza unica e collettiva insieme, facendo parlare le protagoniste degli eventi.» (Leonardo Lardieri, Sentieri Selvaggi)