CRASH

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CRASH

un film di David Cronenberg
con James Spader, Holly Hunter, Elias Koteas, Deborah Kara Unger,
Rosanna Arquette, Peter MacNeill
sceneggiatura: David Cronenberg ● fotografia: Peter Suschitzky
montaggio: Ronald Sanders ● musiche: Howard Shore
produzione: Jeremy Thomas, Robert Lantos
distribuzione: Movies Inspired
Stati Uniti, 1996 ● 100 minuti

v.o. inglese con sottotitoli in italiano
vietato ai minori di 18 anni

1996 Festival di Cannes: Premio speciale della giuria

David Cronenberg in Crash incontra James G. Ballard e, dal suo romanzo, concepisce una nuova opera nella sua galleria di mutazioni, di ibridazioni tra uomo e macchina, carne e metallo.

domenica 9 agosto
17:20

lunedì 10 agosto
19:20

mercoledì 12 agosto
13:20

Dopo un grave incidente d’auto, il produttore cinematografico James Ballard comincia a collegare il piacere sessuale con il pericolo stradale e le mutilazioni legate agli scontri di macchine. Incontra così altri feticisti dello scontro stradale, tra i quali spicca l’inquietante figura di Vaughan…

«Serbo nell’intimo la convinzione che le due cose più filmate nella storia del cinema siano il sesso e le automobili.» (David Cronenberg)

««La pornografia è la forma più politica di fiction» scrive Ballard nella prefazione dell’edizione francese di Crash, mentre nella Mostra delle atrocità sostiene: «La scienza è l’ultimo stadio della pornografia, un’attività analitica il cui scopo principale è quello di isolare gli oggetti o gli eventi dal loro contesto spaziale e temporale». E Cronenberg fonda una nuova pornografia, come aveva già fatto in Rabid e avrebbe proseguito con eXistenZ, fatta di nuovi orifizi penetrati da propaggini metalliche o di varia natura, di nuove vagine affioranti in tante parti della superficie del corpo, di una nuova ginecologia, di nuovi orgasmi e coiti tra lamiere piegate e vetrini infranti. […] Cronenberg prosegue nel tratteggiare una società governata dall’anaffettività più totale, accoppiandosi così anche in questo con la concezione ballardiana, con la sua teorizzazione della morte degli affetti e dello spazio interno (il vero pianeta sconosciuto è la Terra, il vero alieno è l’uomo).» (Giampiero Raganelli, quinlan.it)