Days of being wild

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DAYS OF BEING WILD
Ah Fei jing juen

un film di Wong Kar-wai
con Leslie Cheung, Maggie Cheung, Andy Lau
sceneggiatura: Jeffrey Lau, Wong Kar-wai ● fotografia: Christopher Doyle
montaggio: Kit-Wai Kan, Patrick Tam, William Chang ● musiche: Terry Chan
produzione: In-gear Film
distribuzione: Tucker Film
Hong Kong, 1990 ● 100 minuti

v.o. cantonese, tagalog, inglese, mandarino con sottotitoli in italiano

1991, Hong Kong Film Festival: miglior film, regista, attore, fotografia, scenografia

l’amore, la passione silenziosa, il tempo, le incertezze dello spirito: al secondo film i temi e le ossessioni del cinema di Wong Kar-wai prendono compiuta forma in un valzer di anime solitarie e sospese.

Hong Kong, 1960. Il giovane dissoluto Yuddy seduce e poi abbandona due ragazze – la cassiera Su Li-Zhen e la cantante Mimi – prima di partire per le Filippine alla ricerca della sua vera madre e delle radici che lo possano ancorare alla vita.

«Days of Being Wild fu per me una sorta di reazione contro il mio debutto, As tears go by. Se quello era pieno di neon, di colori abbacinanti, in questo caso volevo uno stile più monocromo, quasi completamente prosciugato dei suoi colori. Il film affronta diversi tipi di depressione e avevo bisogno che il suo look fosse particolarmente asciutto, molto sottile nelle sfumature. Naturalmente tutto ciò non ha aiutato il mio direttore della fotografia che si è trovato a lavorare con parecchi filtri e poche luci: per questo le riprese sono state lunghe ed impegnative.» (Wong Kar-wai)

«È con Days of Being Wild che Wong Kar-wai diventa l’autore che in seguito il mondo conoscerà e a cui tributerà infiniti elogi. (…) Lo struggimento d’amore e la sua relazione con il tempo, fuggevole e ingannatore, è (ancora e sempre) il tema dominante e l’asse fondante della poetica wongkarwaiana. (…) Secondo Wong, tanto più il sentimento d’amore è intenso e tanto meno trova soddisfazione, nel loop di un’eterna incompiutezza che si pone come principale cifra stilistica – oltre che scelta quasi ideologica, del WKW autore e di Days of Being Wild in particolare – scandita dal movimento delle lancette di orologi, onnipresenti quasi quanto il fumo delle mille sigarette consumate.» (Emanuele Sacchi, Mymovies.it)