DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES

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DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES
LE TOUT NOUVEAU TESTAMENT

un film di Jaco Van Dormael
con Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau
sceneggiatura: Jaco van Dormael ● fotografia: Christophe Beaucarne
montaggio: Hervé de Luze ● musiche: An Pierlé
produzione: Terra Incognita Films, Après le Déluge, Caviar Films
distribuzione: I wonder pictures
Belgio, Francia, Lussemburgo, 2015 ● 113 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

2015 Festival di Cannes: Quinzaine des réalisateurs ● Biografilm Festival: premio del pubblico
2016 European Film Awards: miglior film
Golden Globes: nominato come Miglior Film

Una commedia surreale in cui Dio è un vero e proprio personaggio che vive a Bruxelles.

Dio esiste e vive a Bruxelles con una moglie timorosa e una figlioletta ribelle di nome Ea, che non possono uscir di casa. Egoista e bisbetico, governa il mondo da un pc facendo letteralmente il bello e il cattivo tempo sugli uomini. Il figlio di Dio, JC è fuggito molti anni prima per conoscere gli uomini, morire per loro e lasciare testimonianza ai suoi dodici apostoli. Ea, decisa a seguire le orme del fratello, riesce ad evadere attraverso l’oblò della lavatrice, finendo dentro una lavanderia self-service. Reclutati sei apostoli, si prepara a combattere l’ira di Dio, a cui ha manomesso il computer, trovando un modo ingegnoso di denunciarne il sadismo.

«Il film non parla di religione. È una storia comica. Abbiamo realizzato il film chiedendoci “E se …?”. E se Dio esistesse e vivesse a Bruxelles? E se fosse un idiota? E se Gesù non fosse stato il suo unico figlio? E se Dio fosse stato donna, avrebbe fatto qualcos’altro del mondo in cui viviamo? Era importante notare che, contrariamente alla Bibbia e alla religione, avevamo intenzione di dedicare più di due frasi alle donne. Hanno il diritto di parlare e di creare. Ci sono due nuove Sante e un’altra donna parla poco, ma salva il mondo…» (Jaco Van Dormael)

«La favola è pittoresca, piena di dettagli sonori e visivi. Jaco Van Dormael e il suo co-sceneggiatore Thomas Gunzig rilevano la sfida di raccontare e trasportarci in un altro mondo, stranamente simile al nostro: Bruxelles. Il film traccia i colori locali (accenti, luoghi, espressioni linguistiche…) e un numero apprezzabile di riferimenti alla musica, la letteratura, ma anche alla carriera del regista non solo cinematografica (una scena onirica rimanda allo spettacolo Kiss & Cry che ha ideato insieme alla compagna coreografa Michèle Anne de Mey). Il montaggio racchiude il film in una narrazione fluida ed efficace. Ed è ancora, come sempre in Jaco Van Dormael, filmato tutto molto bene, con la fotografia di Christophe Beaucarne.» (Domenico La Porta, Cineuropa)