DISCO RUIN – 40 ANNI DI CLUB CULTURE ITALIANA

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Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana

un film di Lisa Bosi, Francesca Zerbetto
con Ondina Quadri
sceneggiatura: Lisa Bosi, Francesca Zerbetto ● fotografia: Salvo Lucchese
montaggio: Stefania Alberti, lisa Bosi ● musiche: Emanuele Matte
produzione: Sonne Film, K+
distribuzione: Wanted Cinema
Italia, 2020 ● 115 minuti

v.o. italiano

giovedì 22 luglio ore 21.40 proiezione speciale: ospite in sala la regista Lisa Bosi
e lorenzo lsp, uno dei dj protagonisti del film, che selezionerà un po’ di musica per l’occasione

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Un viaggio visionario che racconta ascesa e declino delle cattedrali del divertimento tra arte, musica e moda. Quattro generazioni tra notti in autostrada e afterhours che divorano il giorno.

Un viaggio visionario, l’ascesa e il declino dell’Italia del clubbing, raccontati dai protagonisti di questa storia, tra notti in autostrada e afterhours che divorano il giorno. Quattro generazioni che vogliono essere “messe in lista” per entrare in questi luoghi di aggregazione e di perdizione, dove non conta che cosa fai di giorno, ma solo chi interpreti durante la notte. Quarant’anni in cui la discoteca ha prodotto cultura, arte, musica e moda. Questa è la storia del Piper, del Bang Bang, dello Space Electronic, dell’Altromondo, della Baia degli Angeli, del Cosmic, dell’Easy Going, dell’Histeria, del Plastic, del Kinki, dell’Ethos, del Macrillo, del Movida, del Diabolik’a, del Vae Victis, dell’Exogroove, del Big, dello Studiodue, di Le Cinemà, del Cocoricò, dell’Imperiale, dell’Insomnia, del Kama Kama, degli Angels of Love, dell’Echoes, dell’Alterego, del Tenax…

«Nessun altro luogo riesce meglio a concentrare più arti insieme: le discoteche calamitavano e lanciavano tutte le nuove tendenze. Tra le mura di ogni discoteca storica c’è un mondo da raccontare. Una parabola che attraversa il costume e la vita delle generazioni che si sono succedute sulle piste. Le testimonianze di chi l’ha vissuta, di chi ci ha suonato, di chi ne è stato il protagonista. Storie che raccontano le trasformazioni della nostra società nelle sue ore di svago ed eccessi, in ambienti in cui le classi sociali si mescolano. Momenti in cui la libertà di esprimere il corpo, la sessualità, l’individualità e la creatività sono leciti, quasi necessari, vagheggiando ognuno “quindici minuti di celebrità” per provare a essere “re per una notte”. Luoghi magici e di perdizione, di alienazione, in cui attraverso liturgie di gruppo si animavano e celebravano riti collettivi quasi tribali risvegliando istinti primordiali: la danza, la musica, l’incontro tra i sessi.Il film racconta un’Italia che non esiste più e che in molti non si sono accorti che sia mai esistita. Lo fa da un punto di vista inedito, intimo e privilegiato, dall’interno di uno dei movimenti dance più riconosciuti al mondo.» (Lisa Bosi, Francesca Zerbetto)

«Bosi e Zerbetto costruiscono una storia sensoriale della club culture italiana, dove il dato storico viene letteralmente sommerso da una quantità esuberante di materiale, ricombinato secondo codici che mettono in secondo piano la chiarezza della ricostruzione filologica, cercando quindi di attivare altri aspetti percettivi. Complici la fotografia visual di Salvo Lucchese e il montaggio di Bosi/Alberti che cercano di assecondare le sollecitazioni neuroendocrine della musica Techno.» (Michele Faggi, indie-eye.it)