Effetto Notte

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EFFETTO NOTTE ● LA NUIT AMERICAINE

un film di François Truffaut
con Jacqueline Bisset, Valentina Cortese, Dani, Alexandra Stewart,
Jean-Pierre Aumont, Jean-Pierre Léaud, François Truffaut
sceneggiatura: François Truffaut, Jean-Louis Richard, Suzanne Schiffman
fotografia: Pierre-William Glenn
montaggio: Martine Barraqué, Yann Dedet
musiche: Georges Delerue
produzione: Les Films du Carrosse
distribuzione: Cineteca di Bologna
Francia, 1973 ● 115 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

1974 – Premio Oscar Miglior film straniero (Francia);
Premio BAFTA: Miglior film, Migliore regia, Miglior attrice non protagonista

Il cinema ritrovato riporta sul grande schermo “Effetto notte”, il ‘film su un film’ per eccellenza, la più straordinaria dichiarazione d’amore di Truffaut per il cinema, quello visto e amato, quello in corso d’opera o ancora da farsi, in un vertiginoso gioco di specchi fra realtà e finzione.

lunedì 25 ottobre
21:40

martedì 26 ottobre
20:00

mercoledì 27 ottobre
18:00

Un film nel film, con Truffaut che interpreta se stesso mentre tenta di condurre a termine una pellicola che sembra nata sotto i peggiori auspici. Ogni genere di difficoltà si abbatte sulla troupe, persino il copione deve subire clamorose modifiche per la morte di uno dei protagonisti. Tante difficoltà finiscono per legare i componenti con sincera amicizia e, quando finalmente anche l’ultima scena viene girata, ognuno riprende la propria strada con nostalgia e rammarico

«Ecco perché sono il più felice degli uomini: realizzo i miei sogni e sono pagato per farlo, sono un regista E in questo caso il film ha per soggetto proprio la lavorazione di un film, dal primo giro di manovella fino all’ultimo giorno delle riprese, allorché l’intera équipe si separa» (François Truffaut)

«Effetto Notte chiude un periodo artistico iniziato nell’ormai lontano 1959 e si pone come punto conclusivo di alcune tematiche del regista francese (“… ci sono molte cose iniziate in altri film, come l’interrogativo se le donne siano magiche, che qui terminano, le mostro per l’ultima volta”) oltre il quale, per l’autore, non resta che fermarsi definitivamente od intraprendere, da capo, una nuova strada. Quando Truffaut/ Ferrand afferma che “con la morte di Alexandre scompare un’epoca del cinema, ed i film si gireranno per le strade senza copione” non c’è solo il proposito di parlare con nostalgia di un cinema che muore, quello americano (ricordato anche nel titolo originale la nuit americaine) mediante le riprese di un film girato secondo lo stile hollywoodiano, in coproduzione internazionale e con attori di richiamo, ma anche la riflessione stessa di Truffaut che con “Vi presento Pamela” [il film nel film] ha voluto fissare sullo schermo la dissezione del proprio modo di fare cinema, come per volersi analizzare ed interrogare. “Vi presento Pamela” avrebbe potuto ,essere benissimo un film di Truffaut, come “Le due inglesi”, ad esempio, e sarebbe stata senza dubbio un’opera ugualmente riuscita ed affascinante. Invece ha voluto sezionarne la trama, le vicende e la struttura, isolando le componenti e spezzandone la continuità, per ricostruire all ‘interno di un film,

un film sul cinema.» (redazione Cineforum.it)