El Olivo

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el olivo

un film di Icíar Bollaín
con Anna Castillo, Javier Gutiérrez, Pep Ambròs, Manuel Cucala
sceneggiatura: Paul Laverty e Icíar Bollaín ● fotografia: Sergi Gallardo
montaggio: Nacho Ruiz Capillas ● musiche: Pascal Gaigne
produzione: Morena Films / Match Factory Productions
distribuzione: Exit media
Spagna, 2016 ● 94 minuti

v.o. spagnolo con sottotitoli in italiano

Dalla penna di Paul Laverty (sceneggiatore di Ken Loach) nasce la storia di Alma, una ragazza che vive e lavora nell’azienda agricola di famiglia intenta a seguire le orme segnate dal nonno. Il vecchio però, da quando i suoi figli hanno venduto l’olivo millenario, non parla e quasi non mangia più. Alma, in pieno stile Loach, decide di andare a riprendersi l’albero, anche se ora è di proprietà e simbolo di una multinazionale tedesca. Entusiasmante omaggio al Don Chisciotte, Anna Castillo regala anima e cuore a uno dei personaggi femminili più appassionanti dell’ultimo cinema europeo.

«si basa su un fatto vero, su una notizia che ha letto Paul: alcuni anni fa sono stati sradicati migliaia di ulivi in Spagna per utilizzarli come decorazioni, inviandoli in tutta Europa e persino in Cina. Un gruppo di agricoltori di Castellón si sono uniti per richiedere una legge per proteggerli e così il saccheggio si fermò. La notizia si intitolava Il viaggio del nonno, e narrava la storia di uno di quegli ulivi in viaggio verso il Nord Europa, e lo ha affascinato, perché ha visto una metafora di molte cose: ciò che rappresenta quest’albero per il bacino del Mediterraneo, i suoi molti anni (è un patrimonio, un pezzo di storia), e anche l’idea di codificarli: il concetto consumistico di “sono ricco, quindi mi pianto un ulivo secolare in giardino”. Ma… che succede agli anziani che se ne sono presi cura? Siamo andati a vedere gli alberi e siamo rimasti colpiti, perché sono come sculture; Paul ha parlato con la gente e ha scritto la sceneggiatura.» (Icíar Bollaín)

«Intrecciando una forte critica sociale a una profonda vicenda umana intorno a legami spezzati, ma non del tutto, tra generazioni, questo urlo di una giovane donna spagnola narra la volontà letterale e spirituale di recuperare il simbolico e significante olivo di famiglia dai nuovi proprietari, una multinazionale senz’anima. È per certo la miglior opera di Iciar Bollaín, co-sceneggiato da Paul Laverty collega e mentore di Ken Loach: “El Olivo” ricerca un cinema che crede che un mondo migliore sia possibile.» (The Hollywood Reporte)