PRIMA DELLA FINE – GLI ULTIMI GIORNI DI ENRICO BERLINGUER

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PRIMA DELLA FINE – GLI ULTIMI GIORNI DI ENRICO BERLINGUER

un film di Samuele Rossi
sceneggiatura: Lorenzo Bagnatori, Samuele Rossi
ricerca archivi: Giuseppe Cassaro
montaggio: Ilaria Cimmino ● musiche: Giuseppe Cassaro
produzione: Echivisivi, Salice Production
in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
distribuzione: Distribuzione dal basso
Italia, 2024 ● 75 minuti

v.o.  italiano

2024 Biografilm

proiezione speciale martedì 25 giugno ore 21.30
in sala il regista Samuele Rossi

Una testimonianza preziosa e necessaria con materiali inediti sugli ultimi giorni di vita di Enrico Berlinguer a 40 anni dalla morte.

martedì 25 Giugno
21:30

mercoledì 26 Giugno
11:00

Una testimonianza con materiali video e audio in larga parte inediti sugli ultimi giorni di vita di Enrico Berlinguer a 40 anni dalla morte. Un racconto emotivo costruito con il solo utilizzo di repertorio, frutto di tre anni di ricerche, per offrire una prospettiva inedita sugli ultimi momenti di vita del segretario del PCI: dal malore durante il comizio di Padova, alla morte quattro giorni dopo in ospedale, l’11 giugno 1984, fino all’imponente funerale tenutosi in Piazza San Giovanni a Roma il 13 giugno

«È il mio film documentario più importante. Sotto ogni punto di vista. Un punto di arrivo, una resa dei conti, un gesto doveroso, necessario, personale, che recupera il dialogo con una storia che non ho vissuto direttamente eppure che ho, fin da piccolo, sentito sulla pelle attraverso i racconti dei miei nonni, di quella comunità di affetti e di valori, all’interno della quale sono cresciuto e che mi ha formato. Una storia che volevo fare mia, che volevo restituire alla mia generazione e a quelle future, che in qualche modo potesse essere nuovamente vissuta e conosciuta. Ed è il mio lavoro documentario più importante perché mette insieme un percorso durato anni di ricerca, di studio, di costruzione di un linguaggio che potesse essere radicale, che potesse rappresentare la sintesi dei miei precedenti progetti e al contempo restituire in modo delicato e rispettoso la cronaca di sette giorni. Quei sette giorni che sento abbiano in qualche modo tracciato un solco tra un prima e un dopo, tra un tempo chiaro e un tempo confuso. Perché, in questo nebuloso presente, quei giorni, quella storia, quelle emozioni mi sembrano una traccia capace di indicare una possibile direzione, una possibile ricomposizione di un senso, di un’idea di paese, di una memoria che si fa collettiva e non solo privata,» (Samuele Rossi)