EO_dal 21 dicembre

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EO

un film di Jerzy Skolimowski
con Lorenzo Zurzolo, Mateusz Kosciukiewicz,
Isabelle Huppert, Sandra Drzymalska, Tomasz Organek
sceneggiatura: Ewa Piaskowska, Jerzy Skolimowski ● fotografia: Michal Dymek
montaggio: Agnieszka Glinska ● musiche: Pawel Mykietyn
produzione: Skopia Film
distribuzione: I Wonder Pictures
Polonia, Italia, 2022 ● 86 minuti

v.o. polacco, italiano, inglese, francese, spagnolo con sottotitoli in italiano

2022, Cannes FF: miglior compositore, premio della giuria

Jerzy Skolimowski, in una rilettura di un classico di Bresson, si mette nella testa di un asino, animale intelligente e sensibile, costretto allo spettacolo dell’umana violenza e dell’umana insensatezza, e ne visualizza i pensieri, i ricordi, i desideri. Conserva l’atmosfera straniata e inquieta dei suoi primi film per raccontare la storia di un’altra impossibile convivenza con un mondo ostile. Con un protagonista insolito, che cerca di evitare di prender parte alle banalità dell’ambiente che lo circonda, all’ingiustizia, alla violenza. Lontano dai drammi umani per guardare il mondo da una prospettiva più ampia e con un punto di vista diverso.

La storia di un asino di nome Balthazar, che inizia in un circo polacco e finisce in un mattatoio italiano, una versione amara e umanistica di un “road movie”. Un ritratto delle relazioni sociali e dei cambiamenti culturali in atto nel mondo moderno.

«Questo film è legato alla mia attitudine negativa nei confronti della narrazione lineare e dei racconti, che costituiscono il 99% delle narrazioni cinematografiche. La noia per quella narrazione ci ha spinto a esplorare tutti i modi per trovare modi diversi di raccontare il film, e abbiamo pensato che avere un animale come centro della storia avrebbe dato un nuovo modo di farlo. Questa è stata la lezione che ho tratto da Bresson. Che un eroe animale è in grado di commuovere ancora di più di un eroe umano. L’intero film è dedicato all’idea di cambiare l’atteggiamento delle persone nei confronti degli animali. Volevo generare un sentimento di simpatia tra le persone che guardano il film e il nostro protagonista, l’asino, e gli altri animali. E quando ho raggiunto l’obiettivo di creare un legame tra le persone che guardano il film e gli animali, per capire questo attaccamento, ho voluto scuotere le persone che guardano il film in modo che possano riflettere sul loro atteggiamento verso gli animali quando escono dal cinema.» (Jerzy Skolimowski)

«A ottantaquattro anni, al diciottesimo lungometraggio di una carriera quasi sessantennale, Skolimowski osa guardare negli occhi l’asino, la sua immutabile dolcezza. (…). Skolimowski, nella scritta bianca su schermo nero che anticipa i titoli di coda, sottolinea come il racconto sia stato portato avanti per ricordare le sofferenze di tutti gli animali che sono oggetti nelle mani dell’uomo (…). EO non è un remake di Au hasard Balthazar di Bresson(…), Skolimowski compie un’azione ostinatamente contraria a quella del regista francese, che vedeva nel racconto un’allegoria dell’umano. Bresson non concedeva antropomorfismi di sorta al suo asino, lo rappresentava nella sua nuda purezza animale, (…) inerme nelle mani di un’umanità violenta: Skolimowski al contrario attribuisce un pensiero semplice ma radicato a EO, gli regala sogni, visioni, rimembranze di un passato felice. (…) In questa scelta EO trova la sua collocazione: non un racconto morale, ma un road movie avventuroso verso l’ineluttabile (…), dove il dramma si lega al grottesco, e la violenza può esplodere nei modi più impensati.» (Raffaele Meale, quinan.it)