Fairytale

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FAIRYTALE
Skazka

un film di Aleksandr Sokurov
sceneggiatura: Aleksandr Sokurov
musiche: Murat Kabardokov
produzione: Intonations
distribuzione: Academy Two
Russia, Belgio, Estonia, 2022 ● 78 minuti

v.o. georgiano, aramaico, inglese, tedesco, italiano, francese con sottotitoli in italiano

2022 Locarno Film Festival: concorso

“non fantasticate, non immaginate niente” dice Aleksandr Sokurov che torna al cinema con un’opera imprevedibile, una fiaba nera ironica e amara. Fairytale è pure sperimentazione e filosofia, realizzato con ricerche negli archivi d’immagini di tutto il mondo, fusione incredibile e inimmaginabile di film e di finzione, di animazione e cinegiornali.

Adolf Hitler, Benito Mussolini, Yosif Stalin, Winston Churchill, Napoleone Bonaparte. Gli uomini e i dittatori che hanno per sempre cambiato la Storia si trovano ora in un limbo in attesa di varcare la porta di Dio. Mentre aspettano l’ascesa in paradiso o la calata all’inferno parlano, litigano, scherzano e i loro discorsi si accavallano in una babele di lingue e di declinazioni del potere.

«Questo è un momento difficile e non aggiungo altro. Un tempo immerso in tragedie, sventure, nel crollo della civiltà. Intere città sono andate in rovina, le foreste ridotte in cenere, milioni di persone che abitavano nelle zone rurali con il loro bagaglio di usi e tradizioni popolari locali, sono stati spazzati via. Come possiamo comprendere il paradosso della vita umana, dell’umana esistenza? Come possiamo non affogare ancora una volta nelle lacrime, nella disperazione e non trovare risposte alle domande più semplici? Come autore cercherò di guardare ai miei eroi con umorismo leggero e anche con tono sarcastico. Come farò? Non lo so Guarderò i cinegiornali in cui si muovono quelli che abbiamo designato come eroi e cercherò di rimuovere il pathos e la maestosa grandezza da persone conosciute nel mondo come esempi di potenza o malvagità.» (Frammenti dal quaderno di lavoro di Aleksandr Sokurov)

«è una fiaba crudele e come tutte le fiabe sottintende atrocità che si vogliono cancellare, in questo caso quelle del secolo scorso tra forni, razzismo, colonialismo e guerre e i loro principali artefici, Hitler, Stalin, Mussolini e Churchill, i protagonisti della recente storia dell’Europa. Non si tratta di una ricostruzione digitale, dei personaggi (e neanche olografica, come negli anni ’90 proprio uno scienziato russo aveva ventilato sarebbe stato il futuro del cinema), ma di un lungo lavoro di ricerca nelle cineteche di tutto il mondo dove ogni espressione del viso, gesto, smorfia, postura di quei quattro personaggi è stata ritagliata e ricomposta. Dalla grande quantità di documentari storici relativi alla Seconda guerra mondiale (che costituiscono il picco di ascolti delle tv), il regista ha realizzato un impressionante lavoro di montaggio che nell’insieme rende i quattro personaggi simili ad alienati vaganti nel parco di una clinica psichiatrica.» (Silvana Silvestri, il manifesto)