FULCI TALKS

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Fulci Talks

un film di Antonietta De Lillo
con Lucio Fulci
sceneggiatura: Antonietta De Lillo, Marco Garofalo ● fotografia: Antonietta De Lillo
montaggio: Elisabetta Giannini, Andrea Campajola ● musiche: Fabio Frizzi
produzione: Marechiaro Film
distribuzione: Marechiaro Film
Italia, 2021 ● 80 minuti

v.o. in italiano con sottotitoli in inglese

giovedì 24 giugno proiezione speciale: in collegamento skype la regista Antonietta De Lillo

un (auto)ritratto inedito di un grande e raffinato artigiano del cinema nel momento in cui vede finalmente la critica riconoscere alle sue pellicole lo status di film cult, che diventeranno punti di riferimento per un’intera generazione di registi e spettatori.

Fulci Talks recupera dall’archivio Megaris la lunga e preziosa conversazione che Lucio Fulci ebbe con Antonietta De Lillo e Marcello Garofalo a Roma nel giugno del 1993. Il film è una cavalcata attraverso tutto il cinema del maestro “terrorista del genere”, dalla commedia al thriller, dagli spaghetti western all’horror, ma sarà anche un viaggio nel cinema italiano e internazionale che ha conosciuto, amato e a volte anche criticato senza peli sulla lingua.

«È una lunga conversazione con il maestro di genere realizzata con la voglia, la determinazione di far stare gli spettatori come siamo stati io e Marcello Garofalo, seduti con lui a chiacchierare del cinema in una specie di rapporto al contempo intimo ma universale. Per ridare questa sensazione al pubblico attraverso un film documento apparentemente molto semplice ho voluto filologicamente ricostruire un nastro analogico che viene srotolato con quelle imperfezioni tipiche di un’epoca seppur molto vicina tecnologicamente molto lontana, e quindi insieme alla montatrice Elisabetta Giannini abbiamo voluto creare un finto vintage e un finto uncut con la consapevolezza che si trattasse di un linguaggio estremo, anticonvenzionale che non ha paura di mettere lo spettatore un’ora e mezza di fronte ad una persona che parla di sé e di quello che ama.» (Antonietta di Lillo)

«Nella contraddizione, quella sì, di una rivalutazione iniziata già negli ultimi anni di vita, ma letteralmente esplosa post-mortem, si consuma così un’insperata rivitalizzazione di un girato che poteva ormai apparire residuale. L’entusiasmo con cui Fulci racconta il cinema è al contrario contagioso, scatena la risata partecipe e la commozione e riesce a sopperire, in parte, alla cronica mancanza di nuovo materiale, oggi che gli studi sulla sua opera sono diventati più seri. Una sfida cui in tanti hanno cercato negli anni di porre rimedio, si pensi anche all’eccellente Fulci for Fake di Simone Scafidi, curiosamente qui anticipato proprio da un dialogo iniziale in cui l’intervista viene vista come un possibile F for Fulci. Analogie e ribaltamenti, insomma, che il “terrorista dei generi” avrebbe sicuramente amato molto.» (Davide di Giorgio, Sentieri Selvaggi)