Gagarine

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GAGARINE

un film di Fanny Liatard, Jérémy Trouilh
con Alséni Bathily, Lyna Khoudri, Jamil McCraven,
Finnegan Oldfield, Farida Rahouadj, Denis Lavant
sceneggiatura: Fanny Litard, Jeremy Trouilh e Benjamin Charbit
fotografia: Victor Seguin ● montaggio: Daniel Darmon
produzione: Haut et Court
distribuzione: Officine UBU
Francia, 2020 ● 97 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

2020 Cannes Film Festival: selezione ufficiale ● 2021 Philadelphia Film Festival: miglior emergente
2022 Lumiere Awards: miglior opera prima

esordio potente e forte di uno sguardo già maturo, gagarine evita con saggezza le trappole del racconto sulle periferie per costruire uno spettacolo di ampio respiro che abbraccia tutte le potenzialità espressive del cinema e coniuga l’introspezione alla riflessione sociale.

Youri, 16 anni, ha vissuto tutta la sua vita a Gagarine Cité, un vasto progetto di alloggi popolari in mattoni rossi situato nella periferia di Parigi. Dall’alto del suo appartamento, Youri ha sempre sognato di diventare un astronauta. Ma quando trapelano i piani per demolire il complesso immobiliare, Youri si unisce alla resistenza. Con i suoi amici Diana e Houssam, intraprende una missione per salvare Gagarine, trasformando la proprietà immobiliare nella sua “astronave”, ​​prima che scompaia nello spazio per sempre.

«Queste sono aree emarginate: luoghi “dove vivono i poveri”. I media li mostrano violenti, privi di prospettive. In Francia li chiamano “films du banlieue“, o film sulla periferia, riguardo a tutto ciò che è ambientato lì, come se fosse una sorta di nuovo genere. No, ci sono molte storie diverse da raccontare lì. Volevamo dimostrare che esistono comunità forti; è solo che a volte vivono in cattive condizioni, in edifici che necessitano di ristrutturazione. I bambini che vivono lì a volte non si sentono i benvenuti fuori. Per Youri, questo edificio è davvero come un’astronave: se esci non puoi respirare. È quasi come se questo posto fosse la pancia di sua madre. Non è pronto per partire.» (Fanny Liatard e Jérémy Trouilh)

«Distopia, fantascienza emotiva, neorealismo magico, melodramma, rom-com, romanzo di formazione, persino film apocalittico (Youri come ultimo uomo sulla Terra, o quasi), tutto si innesta continuamente sulla storia più bella e dolente che il cinema abbia raccontato ultimamente. Non ci dice, Gagarine, solo come dovremmo essere come uomini, ma anche come dovrebbe tornare a essere il cinema: immaginifico, audace, senza rete, capace di una vitalità (pre)potente.» (Boris Sollazzo, rollingstone.it)