Girls rock

/ / Senza categoria

Girls rock
Oh les filles!

un film di François Armanet
con Jeanne Added, Jehnny Beth, Lou Doillon
sceneggiatura: François Armanet, Bayon
fotografia: Nicolas Bordier, Romain Carcanade, Guillame Schiffman
montaggio: Jean-Louis Guichaoua
produzione: Incognita Film
distribuzione: Wanted Cinema
Francia, 2019 ● 79 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

giovedì 29 luglio, a fine proiezione dj set a cura di NO FUN CITY e GIUNGLA

materiale d’archivio, conversazioni con le protagoniste e una sarabanda di brani musicali compongono un nuovo ritratto di emancipazione femminile, un racconto che ha l’energia del rock e la forza di icone che hanno segnato la storia del costume e dell’immaginario collettivo.

giovedì 29 luglio
21:30

E se il Rock francese fosse nato con Edith Piaf? Dal pop degli anni sessanta alle rivendicazioni di genere di oggi, dal femminismo ribelle degli anni Settanta alle icone della moda dell’era dei social media, da Françoise Hardy a Christine and the Queens, passando per Vanessa Paradis, Catherine Ringer, Charlotte Gainsbourg e molte altre. Oh Les filles! racconta la storia inedita delle rockstar francesi. Narrato da Clémence Poésy, il documentario combina interviste e filmati iconici per sovvertire le prospettive e dare un calcio al patriarcato.

«Distillando qua e là filmati di repertorio che tracciano le lotte delle donne per i loro diritti nei decenni passati, Haut les filles mescola pensieri (da Memorie d’una ragazza perbene di Simone de Beauvoir a King Kong Théorie di Virginie Despentes) e aneddoti, interviste e concerti incandescenti, e non si limita alle sue grandi testimoni giacché il film risale fino a Edith Piaf ed evoca anche Barbara, Catherine Ringer (Les Rita Mitsuko) e Chris (Christine and The Queens). Un ricco panorama che è la forza di un documentario dove tutti possono attingere qualcosa in base alla propria sensibilità, ma che è anche il suo tallone d’Achille, presentandosi come una raccolta eterogenea la cui durata è troppo ristretta rispetto alla vastità del suo campo di indagine. Fortunatamente, il film non perde il filo e si potrebbe dire che la sua imperfezione relativa sia in ultima analisi, come nello spirito del rock, “un atteggiamento, una grande libertà, e un bel po’ d’insolenza”.» (Fabien Lemercier, Cineuropa)