GOD SAVE THE GREEN

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god save the green

un film di Michele Mellara, Alessandro Rossi
con la voce narrante di Angela Baraldi
sceneggiatura: Michele Mellara, Alessandro Rossi
fotografia: Marco Mensa, Michele Mellara
montaggio: Marco Duretti ● musiche: Massimo Zamboni
produzione: Mammut Film
distribuzione: Mammut Film
Italia, 2013 ● 72 minuti

v.o. italiano

Sette racconti sulle crepe urbane che in ogni parte del mondo vengono rivitalizzate e trasformate in terra produttiva e angoli di pace.
Sette storie di donne e uomini che riconquistano il senso della comunità attraverso l’orticoltura.

Dal 2007 la popolazione che abita nelle città ha superato quella insediata nelle campagne. Eppure, proprio oggi, riemerge prepotentemente il bisogno degli uomini di immergere le mani nella terra. Esistono orti sui tetti di grattacieli e palazzi, esistono giardini negli slum, campi coltivati ai margini delle periferie disagiate e impoverite, orti nei sacchi di juta e nelle bottiglie di plastica riciclate. God Save the Green racconta alcune di queste esperienze: l’ultimo giardino in uno dei più popolati quartieri di Casablanca; coltivazioni idroponiche a Teresina; orti comunitari a Berlino; coltivazioni nei sacchi nella bidonville di Nairobi; giardini pensili a Torino e Bologna. L’affresco di un mondo che attraverso il verde urbano ha ridefinito la propria esistenza. Un’alternativa globale concreta che riscrive ritmi e spazi del vivere urbano.

«Impreziosito dalle musiche originali di Massimo Zamboni, e contrappuntato dalla voce over di Angela Baraldi a legare le diverse storie, “God save the green” è un documentario di grande attualità, che punta sull’ottimismo e sulla positività di storie reali e “possibili” per dare al mondo un messaggio di speranza anche in una situazione ambientale e di sostenibilità grave come quella che stiamo vivendo. Un progetto di ampio respiro e uno sforzo produttivo non indifferente per un lavoro che merita di essere visto e diffuso il più possibile: se il messaggio e l’impostazione basterebbero per “promuoverlo” (in tutti i sensi) ad avvalorare questa posizione si segnala anche l’estrema cura dell’immagine che rende “God save the green” un piacere anche per gli occhi.» (Carlo Griseri, cinemaitaliano.info)