Honeyland ● A SETTEMBRE

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HONEYLAND

un film di Tamara Kotevska, Ljubomir Stefanov
con Hatidze Muratova, Nazife Muratova, Hussein Sam
fotografia: Fejmi Daut e Samir Ljuma
montaggio: Atanas Georgiev ● musiche: Foltin
produzione: Apolo Media, Trice Film
Macedonia, 2019 ● 89 minuti

v.o.  con sottotitoli in italiano

2019 – Athens International Film Festival: miglior documentario ●
BIFF: miglior documentario ● Sundance Film Festival: gran premio della giuria

dopo il successo internazionale nei festival di tutto il mondo, arriva al Cinema Beltrade il documentario candidato ai premi Oscar: un ritratto elegante e pregiato di una umanità resiliente e resistente, un monito fuori dalla retorica sui disastri ambientali e uno spettacolo cinematografico di grande respiro.

Per Hatidze le api non sono una ragione di vita, ma la vita stessa. Nei suoi abiti dai colori sgargianti, a mani nude, si arrampica fra le rocce per raccogliere il miele dai favi selvatici, scrupolosamente rispettando la regola “prendi metà, lascia metà”. Hatidze però non perde mai il suo peculiare buonumore, nemmeno quando la chiassosa carovana composta dal nomade Hussein, dalla moglie, dai sette figli e dalle loro vacche si installa rumorosamente nel villaggio. La donna accoglierà con gioia e generosità i nuovi vicini, condividendo con loro il suo prezioso sapere. Ma l’avidità di Hussein e l’irrequietezza della sua intera famiglia metteranno a serio repentaglio la sopravvivenza del piccolo ecosistema che Hatidze con la sua fatica contribuisce a preservare.

«Fin dall’inizio volevamo che la storia sembrasse una fiction, anche se non lo è. Il confine tra doc e fiction dovrebbe scomparire, una buona storia è una buona storia. Io ero più focalizzata sui personaggi, Ljubomir invece sulle questioni ambientali. Abbiamo sempre considerato di tenere la storia umana e quella ambientale in perfetto equilibrio. Non volevamo fare un doc stereotipato, con una voce narrante, le interviste, ecc. Ci siamo imposti di girare finché non fossimo certi di avere il materiale giusto per sviluppare una drammaturgia.» (Ljubomir Stefanov e Tamara Kotevska)

«Kotevska e Stefanov, con contributi inestimabili del montatore e produttore Atanas Georgiev, mostrano una notevole disciplina nel rendere questo film un vero pezzo di cinema verità. Sebbene abbiano trascorso una significativa quantità di tempo con i protagonisti, anche nelle scene in cui vi sono discussioni accese e lotte fisiche all’interno della famiglia di Hussein, mantengono il loro approccio strettamente osservativo. Ciò significa che il pubblico deve riempire molte lacune, ma gli viene anche lasciato spazio per percepire una trama più profonda e più importante: dall’angolazione personale di Hatidze, su come un’improvvisa corsa al profitto influenzi l’equilibrio ecologico locale, sul significato delle api per l’ambiente globale.» (Vladan Pektociv, Cineuropa)