HONG KONG EXPRESS

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HONG KONG EXPRESS

un film di Wong Kar-wai
con Brigitte Lin, Tony Leung Chiu-Wai, Faye Wong
sceneggiatura: Wong Kar-wai ● fotografia: Christopher Doyle, Andrew Lau
montaggio: William Chang, Hai Kit-wai, Kwong Chi-leung
musiche: Frankie Chan, Roel A. García
produzione: Jet Tone Production
distribuzione: Tucker Film
Hong Kong, 1994 ● 102 minuti

v.o. cantonese, mandarino, inglese, giapponese e hindi con sottotitoli in italiano

1994, Stockholm Film Festival: premio FIPRESCI e per la miglior attrice
1995, Hong Kong Festival: miglior film, regista, attore protagonista e montaggio

il film simbolo della nouvelle vague orientale di fine millennio e della consacrazione di Wong kar Wai: un immersione tra le luci notturne di Hong Kong, una cavalcata negli intrecci impossibili del tempo e dello spazio, un ritratto della solitudine e della malinconia.

Chungking Mansions, Hong Kong, 1994. L’agente 223 non riesce a dimenticare Ah Mei, la ragazza che l’ha lasciato, e arriva ad abbrutirsi mangiando ananas scaduto. Incontra una donna misteriosa con una parrucca bionda e se ne innamora. Intanto l’agente 663 frequenta assiduamente un chiosco dove lavora Ah Fei, la quale si innamora di 663 senza che questi se ne renda conto.

«Una volta portato a termine Ashes of time, ci siamo tutti presi una pausa necessaria e mi son trovato a pensare che avrei dovuto fare un piccolo film per mio gusto personale. Da regista e sceneggiatore, mi vengono molte idee per diversi film che finisco per non sviluppare mai. Puoi essere seduto in un caffè a pensare e un’idea sorge improvvisa, ma non trovi poi il tempo per approfondirla. Forse era solo una sensazione allo stomaco, qualcosa che facilmente poi evaporerà dalla tua mente. In ogni caso, “Hong Kong Express” è basato su idee sortemi proprio in questo modo. Ce n’era anche una terza, ma è poi diventata la base per “Angeli perduti”» (Wong Kar Wai)

«Hong Kong Express è costruito su flussi di coscienza, dove il tempo diventa una semplice funzione soggettiva, qualcosa di malleabile, può essere dilatato, espanso, rallentato, bloccato. Le linee temporali possono procedere in parallelo o intersecarsi fin anche contraddicendosi, o ammantandosi di ambiguità (…) Wong Kar-wai frammenta, ingarbuglia il tempo andando ben oltre la manipolazione del tempo che il cinema ha sempre delegato semplicemente al montaggio. Hong Kong Express raggiunge l’apice di una cinematografia che persegue una poesia del tempo.» (Giampiero Raganelli, Quinlan.it)