I am greta ● dal 2 novembre

/ / Prossimamente

I am greta

un film di Nathan Grossman
con Greta Thunberg, António Guterres, Emmanuel Macron
sceneggiatura: Olof Berglind ● fotografia: Nathan Grossman
montaggio: Charlotte Landelius, Hanna Lejonqvist
musiche: Jon Ekstrand, Rebekka Karijord
produzione: B-Reel Films
distribuzione: Koch Media
Svezia, 2020 ● 97 minuti

v.o. inglese e svedese con sottotitoli in italiano

Un film che nasce e si sviluppa assieme al fenomeno che vuole raccontare: “I am Greta” si scosta dall’agiografia grazie a un piglio naturale ed istintivo e restituisce un ritratto fresco e sincero di una moderna “icona”.

Un intimo documentario che racconta la storia dell’adolescente attivista per il clima Greta Thunberg attraverso filmati avvincenti e mai visti prima. A partire dallo sciopero scolastico solitario per una giustizia climatica fuori dal parlamento svedese, Grossman segue Greta – una timida studentessa con la sindrome di Asperger – nella sua ascesa alla ribalta e nel suo impatto globale galvanizzante che ha scatenato scioperi scolastici in tutto il mondo. Il film culmina con il suo incredibile viaggio nel 2019 in barca a vela attraverso l’Oceano Atlantico per raggiungere New York e parlare all’ONU durante il Summit sul clima.

«All’inizio non sapevo come strutturare il documentario. Molto velocemente Greta ha iniziato a fare interviste ed è entrata nel dibattito pubblico. Ma certe volte, solo attraverso delle interviste, è difficile capire la tridimensionalità di una persona. Volevo portare la macchina da presa ad un livello superiore. Non avevo idea che sarebbe diventata cosi famosa. (…) Ho chiesto ai suoi genitori di poterla seguire e ho cercato di selezionare quello che ritenevo più interessante. Quando qualcuno fa un film su di te e importante comunque avere dello spazio personale. Anche se ci sono dei passaggi molto privati nel documentario come il rapporto genitori/figli. I am Greta mostra aspetti molto diversi di lei» (Nathan Grossman)

«è proprio quella componente umana, evidente soprattutto quando la ragazza si esprime nella propria lingua e non in un inglese soggetto a mille revisioni e formalità, a rendere interessante un progetto che, per quanto elementare sul piano strutturale ed estetico, riesce a restituire un ritratto abbastanza completo di un’adolescente che si interessa alla questione dell’ambiente con fare quasi maniacale (per sua stessa ammissione), ma ama anche ridere e scherzare, ed è decisamente priva di peli sulla lingua: una delle prime cose che dice, introducendo le origini del suo attivismo, è “Gli adulti se ne strafottono del clima“. Difficilmente questo film specifico farà cambiare idea in massa, ma contiene alcuni strumenti di base per arrivarci, con una guida che non le manda a dire.» (Max Borg, Movieplayer.it)