Il mio vicino Totoro

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Il mio vicino Totoro
Tonari no Totoro

un film di Hayao Miyazaki
sceneggiatura: Hayao Miyazaki ● animazione: Yoshiharu Sato
montaggio: Takeshi Seyama ● fotografia: Mark Henley
musiche: Joe Hisaishi
produzione: Studio Ghibli
distribuzione: Lucky Red
Giappone, 1998 ● 86 minuti

v.o. giapponese con sottotitoli in italiano

Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, ormai uno classico senza tempo, tanto da diventare il simbolo dello Studio Ghibli, è una favola per bambini (ma non solo!) di grandissima sapienza e incanto che rinnova la magia di una narrazione che fonde e confonde mondi e realtà, riuscendo a portare bimbi e grandi alle loro più pure emozioni.

Le sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono insieme al padre in una nuova casa in campagna. Per le due bambine inizia un viaggio alla scoperta di un nuovo mondo, abitato da creature fantastiche: dai nerini del buio, spiritelli della fuliggine, a buffi esseri di pelo di varie dimensioni, tra cui Totoro, lo spirito buono della foresta! Insieme a lui, Satsuki e la piccola Mei vivranno una magica e straordinaria avventura all’insegna dell’amicizia!

«Quando Miyazaki concepì per la prima volta Il mio vicino Totoro, la protagonista era unica ed era una bambina di 6 anni. Prima di avviare la produzione però, decise di dividerla in due sorelle, una più grande e una più piccola di quella che aveva in mente. Ecco come sono nate Satsuki e Mei. La loro origine comune è visibile nel nome: “Mei” è la versione giapponese della parola inglese per maggio (May); “Satsuki” è un termine in giapponese arcaico per il quinto mese dell’anno, maggio appunto. Il film è in parte autobiografico. Quando Miyazaki e i suoi fratelli erano piccoli, la loro madre ha sofferto di tubercolosi spinale per nove anni, trascorrendo molto del suo tempo in ospedale. Di conseguenza nel film, anche se non viene mai rivelato, la madre di Satsuki e Mei soffre anch’essa di tubercolosi. Miyazaki una volta disse che per lui sarebbe stato troppo doloroso se i due protagonisti fossero stati bambini anziché bambine.» (Toru Hara)

«Uno dei maggiori pregi del cinema di Hayao Miyazaki è quello di non invecchiare mai. Data 1988 questo ‘Mio vicino Totoro’, fiaba e parabola appartenente al filone ‘infantile’ del maestro giapponese: quello che dice grandi verità in forma poetica e accessibile agli spettatori più piccoli. Il film è un inno alla natura e al candore, venato di nostalgia (come un film di Ozu in versione animata) per tempi, forse solo ideali, di rapporti improntati a gentilezza e generosità. E, forse, anche per un’epoca in cui i cartoon non erano generati al computer né tridimensionali.» (Roberto Nepoti, La Repubblica)