Il ragazzo più bello del mondo

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Il ragazzo più bello del mondo
The most beautiful boy in the world

un film di Kristina Lindström e Kristian Petri
con Björn Andrésen, Annike Andresen, Silva Filmer
sceneggiatura: Kristina Lindström e Kristian Petri ● fotografia: Erik Vallsten
montaggio: Dino Jonsäter e Hanna Lejonqvist
musiche: Filip Leyman e Anna Von Hausswolff
produzione: Mantaray Film
distribuzione: Wanted Cinema
Svezia, 2021 ● 93 minuti

v.o. in inglese, francese, italiano, svedese con sottotitoli in italiano

A 50 anni dall’uscita nelle sale di Morte a Venezia, cosa ne è stato di Tazdo, “il ragazzo più bello del mondo”? La risposta è un racconto intimo e inquieto, uno studio delle conseguenze psicologiche dello star system e una testimonianza coraggiosa di umanità ferita.

venerdì 17 settembre
17:40

sabato 18 settembre
13:30

lunedì 20 settembre
18:00

mercoledì 22 settembre
13:40

Nel 1970, il regista Luchino Visconti intraprende un lungo viaggio alla ricerca dell’interprete perfetto per il suo ultimo lavoro, tratto dal romanzo di Thomas Mann, Morte a Venezia. A Stoccolma, il cineasta milanese scopre Björn Andrésen, un timido ragazzo 15enne, destinato, ben presto, a diventare una star internazionale. Sarà, per il giovane, l’inizio di una turbolenta adolescenza divisa tra Londra, Cannes, Venezia e perfino il Giappone. A distanza di 50 anni dalla premiere del capolavoro di Visconti, Björn si racconta in un documentario intimo e personale svelando la sua storia fuori dal set.

«Quando è venuto il momento di parlare di alcuni momenti della sua vita, si è preso del tempo per prepararsi. Ci siamo spostati, abbiamo viaggiato insieme, e infine ci siamo semplicemente seduti a parlare. In particolare, ci ha detto qualcosa che non ha mai discusso con nessuno: si identifica come un musicista, ma è anche un attore – e la telecamera non gli fa alcun effetto. Comunque, ci siamo presi del tempo e lui doveva essere pronto, era questa la chiave. Poi, abbiamo scoperto tutti questi nuovi dettagli, come i nastri registrati di Björn bambino o di vecchie telefonate, registrati da sua zia. È stata una novità per tutti.» (Kristina Lindström e Kristian Petri)

«The Most Beautiful Boy in The World è dunque un interessante esempio di cinema civile, lucidamente al servizio del soggetto/oggetto della sua indagine, a cui i registi danno il totale controllo della diegesi. Björn Andrésen plasma il racconto, manipola il flusso delle immagini, lo rallenta, lo dilata, come nei lunghi momenti di silenzio o nelle parentesi in cui l’attore si dedica alla sua passione per la musica. Attraverso l’azione di Björn Andrésen, The Most Beautiful Boy in The World diventa una sorta di opera-mondo che intercetta tanto i lati oscuri della società dello spettacolo quanto la sempre più urgente questione della proprietà della propria immagine, un pamphlet tra la sociologia dei media e l’estetica» (Alessio Baronci, sentieriselvaggi.it)