Il tempo rimasto

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Il tempo rimasto

un film di Daniele Gaglianone
sceneggiatura: Daniele Gaglianone, Stefano Collizzolli
fotografia: Matteo Calore, Mauro Nigro,
Andrea Parena, Paolo Rapalino ● montaggio: Enrico Giovannone
musiche: Sergio Marchesini
produzione: ZaLab Film con Rai Cinema e Luce Cinecittà
distribuzione: ZaLab Film
Italia 2021 ● 89 minuti

v.o. in italiano

venerdì 21 gennaio proiezione speciale
in sala il regista Daniele Gaglianone

un lungo viaggio in tutta la penisola per raccontare il rapporto con la vita, con il passato e con il futuro di un gruppo di uomini e donne nella terza età, alla ricerca di un mondo “fino a ieri” che a volte appare remotissimo e a volte stranamente presente.

venerdì 21 Gennaio
19:40

Il protagonista di questo film è il tempo, rimasto nelle pieghe della vita. È un film su dei bambini e dei giovani che ora, con le rughe disegnate sul viso, ritornano indietro, a volte come se fossero di nuovo là dove sono stati. In questa distanza che cerca di annullarsi abita il confronto fra il tempo che resta e quello che resterà. Una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio. Un lungo percorso di ascolto e di incontri attraverso l’Italia, alla ricerca di un mondo “fino a ieri” che a volte appare remotissimo, a volte stranamente presente.

«Realizzare Il tempo rimasto è stata un’opportunità che spero sia condivisa dagli spettatori: la possibilità di ascoltare parole che sembra che la nostra società non voglia più ascoltare; osservare
e scrutare volti che la nostra società sembra non voler più vedere. (…) Nel film non si parla di emergenze sanitarie e l’attualità non domina il procedere del racconto, tutt’altro. Dopo aver fatto questo lungo viaggio in decine e decine di storie, di ricordi tristi e felici, penso di aver vissuto il privilegio di incontrare un mondo prezioso. Farebbe bene al nostro mondo bulimico, sempre più schiacciato su un presente scivoloso perdersi in questo tempo sospeso. Sarebbe saggio prenderselo questo tempo di ascolto e di incontro, andando alla ricerca del tempo cristallizzato in una fotografia, in un brillare di occhi, in una risata, in un silenzi.» (Daniele Gaglianone)

«Gaglianone non ha bisogno di nascondere, perché i suoi corpi sono sempre vivi, terribilmente veri da soverchiare con naturalezza il virtuale e il virtuosismo. Questa nuova classe della terza età smargina stavolta i confini più prettamente cinematografici, non tanto quelli tra realtà e finzione, abbatte per certi versi i muri, senza farsi invadere da inaspettati eventi esterni, semplicemente, ancor più, se fosse possibile, lasciandosi travolgere dalle storie, dai volti, che non certo risolvono l’atavico e devastante enigma del ruolo di chi dirige, di quanto e quando può entrare in campo, ma certamente induce (deduce un po’ meno..) noi tutti a scivolare nel flusso ineguagliabile del dentro/fuori.» (Leonardo Lardieri, Sentieri Selvaggi)