Il terribile inganno

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IL TERRIBILE INGANNO

un film di Maria Arena
sceneggiatura: Maria Arena ● fotografia: Maria Arena, Sabina Bologna
montaggio: Federica Ravera ● musiche: Thomas Umbaca
produzione: Invisible film, Infinity Lab, Produzioni dal Basso
distribuzione: Movieday
Italia, 2021 ● 106 minuti

v.o. in italiano

Cosa significa oggi essere femminista? Maria Arena se lo chiede nel suo secondo lungometraggio e fa un bilancio sull’esser donna oggi. Consapevole del fatto che i diritti conquistati vanno difesi e il cammino non è ancora finito.

Il terribile inganno, è il racconto in prima persona di Maria, cinquantenne, moglie, madre e lavoratrice, che attraverso l’incontro con le odierne pratiche femministe del movimento “Non Una Di Meno” di Milano, fa un bilancio sull’esser donna oggi. Incuriosita dallo “sciopero globale delle donne”, proclamato l’8 marzo 2017 da Non Una Di Meno, Maria partecipa alla manifestazione milanese. Qui per la prima volta sente parlare del “Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e violenza di genere” che il movimento sta scrivendo. La violenza, che ha al suo apice il ‘femminicidio’, viene declinata all’interno del Piano, non come un fatto privato ma come sistemica, strutturale alla società. Il piano descrive le direzioni di un cambiamento necessario su più campi dove viene replicata una prospettiva stereotipata e sessista dei generi e dei rapporti di potere tra essi che è alla base della violenza che s’intende superare.

«Il giorno del mio cinquantesimo compleanno ho festeggiato in compagnia di marito, figli e tanti amici. ‘Desiderio…’ ripetono le voci in coro intorno al cerchio di fuoco della torta. Quale desiderio? Che cosa desiderare? Mi chiedo molte cose ultimamente… e da quando ho seguito una manifestazione femminista a Milano mi si è scoperchiato un mondo. Un mondo fatto di donne che lavorano sognando di cambiare le cose, attraverso l’impegno politico del giovane movimento “Non una di meno”. Questo incontro mi ha spinta a fare un bilancio sull’esser donna oggi rileggendo alcuni fatti della mia vita che riguardano la formazione, il lavoro, la famiglia. Piano piano la parola femminismo ha assunto per me un nuovo significato e si è collegata al presente, sono divenuta consapevole che essere femminista è una postura necessaria ancora oggi. Ho intrapreso un viaggio in cui guardo innanzitutto al futuro con un desiderio di cambiamento verso tutto ciò che non avevo interrogato.» (Maria Arena)

«Non è la prima volta che la regista si interessa a temi di grande importanza sociale: lo aveva già fatto dieci anni fa con il suo “Gesù è morto per i peccati degli altri”, incentrato sulla transessualità e l’esclusione sociale. Con “Il terribile inganno” sembra aver trovato la giusta strada tra il reportage e il diario, creando così un ritratto reale e minuzioso del transfemminismo non come qualcosa di statico, ma come movimento in continua crescita ed evoluzione.» (Giada Sartori, Birdmenmagazine.com)