INLAND EMPIRE – ORARIO DA DEFINIRE

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INLAND EMPIRE – L’IMPERO DELLA MENTE

un film di David Lynch
con Laura Dern, Jeremy Irons, Grace Zabriskie, Harry Dean Stanton
sceneggiatura, fotografia, montaggio, musiche: David Lynch
produzione: Studio Canal, Asimmetrical Production
distribuzione: Lucky Red, Cineteca di Bologna
Stati Uniti d’America, Polonia, Francia, 2006 ● 180 minuti

v.o. inglese, polacco con sottotitoli in italiano

2007 National Society of Film Critics Awards: miglior film sperimentale
Mostra del Cinema di Venezia: Future Film Festival Digital Award

INLAND EMPIRE è l’ultimo lungometraggio di David Lynch distribuito in sala: un esperimento visivo, narrativo e linguistico che ha captato le potenzialità espressive e produttive del digitale, permettendo al suo autore di girare in totale libertà e seguendo una logica che più che mai sembra imparentata con quella dei sogni. Un’opera misteriosa, sfuggente, inquieta e inquietante, punto di non ritorno di un cinema altro e alieno alle tradizionali categorie. E, forse, la più plastica rappresentazione cinematografica di quello che si annida nel nostro inconscio.

lunedì 19 Gennaio
05:00

L’attrice Nicki Grace ha ottenuto un ruolo importante, ma quando si innamora del co-protagonista capisce che la sua vita comincia a seguire la trama del film che sta girando. A peggiorare la situazione, scopre che il film è il remake di un progetto polacco rimasto incompiuto a causa di una tragedia.

«All’inizio ho un’idea, e capita che sia qualcosa di simile a una scena, e quindi invece di scriverla e aspettare la successiva e costruire così una sceneggiatura, ho iniziato a girare quelle scene e, girandole, in un certo senso mi sono impegnato a creare uno stile e un’atmosfera, ma rimanendo fedele a quell’idea e senza mai pensare a un film in quel momento, senza interrogarmi troppo. Quindi all’inizio c’erano solo scene e non si collegavano nella mia mente, non lo sapevo. E poi, all’improvviso, ha iniziato a emergere una storia più articolata che effettivamente le collegava. È stato davvero bello.» (David Lynch)

«INLAND EMPIRE è inequivocabilmente un film di David Lynch, lo è in ogni suo frammento, in ogni suo passaggio, nello svanire nel nero dei suoi personaggi, nell’utilizzo straordinariamente espressivo delle sovrimpressioni, nel vorticoso girare intorno al proprio asse e nel ripiegarsi su di sé come il “Nastro di Moëbius” che caratterizzava già il dittico Strade perdute/Mulholland Drive e che torna, moltiplicato all’eccesso, in quest’ultima fatica. Moltiplica all’eccesso la propria autorialità suddividendo l’opera in universi plurimi (la realtà, intesa come tale solo perché prima nel palesamento della sua essenza, il film nel film, la Polonia, la crime story, la leggenda metropolitana del film maledetto), e soprattutto espandendo all’infinito il tema del doppio: non c’è più una trama leggibile da entrambi i lati come negli ultimi lavori (…) ma si ha l’impressione di poter penetrare nella profondità del film in ogni momento, riuscendo a sbucare dalle porte più impensate, in un labirinto caotico che non ha spiegazione perché non prevede, nella sua base di partenza, la razionalità.» (Raffaele Meale, Quinlan.it)