INTERRUPTION

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INTERRUPTION

un film di Yorgos Zois
con Alexandros Vardaxoglou, Sofia Kokkali, Pavlos Iordanopoulos,
Hristos Karteris, Romanna Lobats, Angeliki Margeti, Maria Kallimani,
Alexia Kaltsiki, Maria Filini, Christos Stergioglou
sceneggiatura: Yorgos Zois ● fotografia: Yannis Kanakis
montaggio: Yannis Chalkiadakis
produzione: Pan Entertainment, Marni Films, Prosenghisi Film & Video Productions
distribuzione: Tycoon Distribuzione, Trent Film
Grecia, Francia, Croazia, Italia, Bosnia-Erzegovina, 2015 ● 109 minuti

v.o. greco con sottotitoli in italiano

72° Mostra del Cinema di Venezia: Sezione Orizzonti
Hellenic Film Academy Awards: Miglior opera prima ● Istanbul IFF

il film di esordio di Yorgos Zois si ispira alla drammatica strage avvenuta nel teatro Dubrovka a Mosca il 23 ottobre del 2002

ricco di tensione drammatica e di interrogativi pirandelliani sul senso del teatro, Interruption mescola più livelli di lettura nell’intreccio ambiguo tra realtà e finzione

Un teatro di Atene ai nostri giorni. In scena si sta rappresentando l’Orestea di Eschilo in un adattamento postmoderno. All’improvviso, in seguito a un breve blackout, un gruppo di giovani in abiti scuri ed armati di pistole sale sul palco invitando chi lo desidera a raggiungerli per prendere il posto degli attori. La recita prosegue ma ora le dinamiche sono profondamente mutate. Sin dalle sue origini ci si interroga su quale sia la funzione del teatro e la risposta muta di epoca in epoca e di società in società.

«L’Orestea rappresenta un mito universale e resta vivo ancora oggi poiché tratta di tutti i problemi esistenziali del genere umano che mi interessavano: il potere, la vendetta, i ruoli, l’identità e la catarsi. Allo stesso tempo, è una storia che esiste da migliaia di anni e non ho saputo resistere alla tentazione di rubarla perché è davvero efficace! Ma soprattutto, l’Orestea, sin dal primissimo momento in cui è apparsa, è stata un mistero per il pubblico, un enigma teatrale che si serve di un linguaggio ricco di segreti ed impliciti. Ciò genera una stima ed uno sconcerto che possono portare all’ammirazione o al rifiuto. Interruption è intriso dell’essenza dell’Orestea, che rappresenta la nozione dell’ignoto, la quale possiamo solamente percepire e non razionalizzare. È uno dei livelli più profondi del film.» (Yorgos Zois)

«Avvalendosi di scenografie e movimenti di macchina curati nel dettaglio, Zois mostra quanto sia facile entrare nella terra di nessuno tra realtà e finzione. Gli eventi tragici dell’opera millenaria che vede Oreste pianificare l’assassinio della madre, Clitennestra, sono solo il primo livello di lettura di Interruption. Quando sono presenti contemporaneamente sul palco due Oreste, crolla ogni identità: gli attori diventano personaggi, gli spettatori diventano attori e personaggi, il regista diventa una figura simile a Dio, e le sue indicazioni diventano verità, una verità che può alterare la realtà mentre parla. Zois osserva tutto ciò che accade attraverso una lente fredda e indifferente che porterà il pubblico del film a meditare sulla propria identità e sul proprio ruolo mentre assiste alle tribolazioni dei personaggi sul grande schermo.» (Stefan Dobroiu, Cineuropa)