IO & SISSI

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IO & SISSI
Sisi & Ich

un film di Frauke Finsterwalder
con Sandra Hüller, Susanne Wolff, Tom Rhys Harries, Anthony Calf
sceneggiatura: Frauke Finsterwalder, Christian Kracht ●
fotografia: Thomas W. Kiennast
montaggio: Helga Lohninger ● musiche: Michael Künstle, Matteo Pagamici
produzione: Walker Worm Film, MMC Movies
distribuzione: Movies Inspired
Germania, Svizzera, Austria, 2023 ● 132 minuti

v.o. tedesco con sottotitoli in italiano

2023 Berlinale: Panorama

Frauke Finsterwalder rilegge in una nuova chiave la celebre biografia dell’imperatrice Elisabetta, adottando il punto di vista della sua dama di compagnia Irma (Sandra Hüller) in un film che con grande sensibilità scava a fondo nell’amicizia tra le due donne.

giovedì 25 Luglio
14:40

Verso la fine del 1800 Elisabetta, nota come Sissi, Imperatrice di Austria e Ungheria, vive in Grecia in una comune per sole donne aristocratiche. La contessa Irma viene inviata sul posto per farle da dama di compagnia e rimane affascinata dal carattere eccentrico e stravagante dell’imperatrice. Il mondo esterno però è sulle tracce di Sissi e vuole fermarla. Irma e Sissi cercheranno di resistere con tutte le loro forze, ma alla fine dovranno prendere una fatale decisione che le unirà per sempre.

«Sapevo fin dall’inizio che non avrei fatto il decimo film su Elisabetta, imperatrice d’Austria e d’Ungheria. Volevo trovare in queste figure vissute nel XIX secolo qualcosa che mi colpisse ora, nel presente. Volevo raccontare una storia sull’antica questione aristotelica: che cos’è l’amicizia? E perché si fa amicizia? Per simpatia? Per amore? Per calcolo? E cosa succede quando i rapporti di forza non possono mai essere equi?» (Frauke Finsterwalder)

«Frauke Finsterwalder traccia in Io e Sissi una riflessione sulla causalità dell’amicizia, sull’asimmetria delle relazioni e sul calcolo millimetrico dei comportamenti che le sostengono. Sostenuto dalla turbolenta relazione tra l’imperatrice Sisi e la contessa Irma, Io e Sissi non è né un ritratto semplicistico di una donna potente e capricciosa, né un racconto agiografico che divinizza l’imperatrice. Ciò che sembra dirci, analogamente a Il corsetto dell’imperatrice, è che, sebbene Elisabetta d’Austria non fosse affatto una persona comune, parlare di lei significa parlare di tutte le donne, dei danni e dei traumi che il patriarcato e lo sguardo maschile hanno causato loro nel corso dei secoli, e della repressione, dell’ageismo e della mancanza di autonomia a cui sono sottoposte oggi come allora.» (Agnese Albertini, Cinefilos.it)