Io resto // il 25 Settembre regista in sala

/ / Chiacchiere, Ospiti, Prossimamente

Io resto

un film di Michele Aiello
soggetto: Michele Aiello, Luca Gennari ● fotografia: Luca Gennari
montaggio: Corrado Iuvara ● musiche: Francesco Ambrosini
produzione: ZaLab
distribuzione: ZaLab
Italia, 2021 ● : 81 minuti

v.o. italiano

2021: Biografilm Festival : Best Film Award Biografilm Italia; Visions du Reel : selezione “Grand Angle”
Ortigia Film Festival – premio “Sebastiano Gesù” per il Miglior Documentario

il 25 Settembre alle ore 17.40 il regista Michele Aiello sarà ospite in sala

un racconto di integrazione e conoscenza interiore che sa usare il cinema come prezioso strumento di indagine sociale ed emotiva. e in questa occasione anche un’esperienza speciale: sarà possibile, scaricando l’applicazione gratuita MovieReading, vedere il film con audiodescrizione di Andrea Pennacchi.

Una videocamera accede, in via eccezionale, ai reparti dell’ospedale pubblico di una delle città che sta drammaticamente soffrendo il primo picco pandemico del COVID-19.
E’ un delicato esercizio di osservazione, che coglie con rispetto l’instaurarsi di nuove relazioni tra pazienti e personale sanitario, rese necessarie dalla pandemia e che mostrano un estremo bisogno comune, il calore umano.
Anche se a volte è doloroso, il film entra in empatia con le paure dei malati e con l’ascolto professionale ma accorato di medici e infermieri, rimanendo in una dimensione intima, lontana dal voyeurismo, dall’apologia dell’eroismo e da un’angosciosa rappresentazione mediatica.

«Ogni volta che penso a un medico, penso a mia mamma, Silvia, una pediatra inarrestabile e generosa. Fin da piccolo sono affascinato dalla sua attitudine al lavoro, completamente dedita alla cura dei bambini, che siano pazienti suoi o meno, sempre disponibile anche ben oltre gli orari di reperibilità.
Quando la pandemia ha colpito l’Italia e gli ospedali hanno cominciato a fronteggiare la prima grande ondata di pazienti, ho pensato alle tante Silvie, instancabili lavoratrici che rappresentano un punto di riferimento prezioso per la loro comunità. Da lì è cresciuto il desiderio di raccontare un certo tipo di rapporto nella cura, non solo sanitario ma di sincero trasporto» (Michele Aiello)

«A fronte delle difficoltà poste dalla prossimità e dalla delicatezza del suo oggetto, il documentario di Michele Aiello riesce a restituire la temperatura emotiva della quotidianità stravolta di chi si è trovato ad affrontare la primissima ondata della pandemia. Evitando facili manipolazioni retoriche, trova la giusta distanza per mostrare la dignità e l’umanità dei membri di una comunità che diventa tale sotto ai nostri occhi, stringendosi in un momento tragico. Un’opera frutto di uno sguardo sensibile e consapevole, che rivela una riflessione matura sul linguaggio e che si inserisce nella migliore tradizione di un cinema d’osservazione che va ben oltre la semplice documentazione.» (Biografilm Italia)