Jules e Jim

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JULES E JIM ● JULES ET JIM

un film di François Truffaut
con  Jeanne Moreau, Oskar Werner, Henri Serre, Vanna Urbino, Marie Dubois
soggetto: Henri-Pierre Roché ● sceneggiatura: François Truffaut e Jean Gruault ● fotografia: Raoul Coutard
montaggio: Claudine Bouché ● musiche: Georges Delerue ● costumi e scenografia: Fred Capel
produzione: Les Films du Carrosse e Sédif Productions
distribuzione: Cineteca di Bologna
Francia, 1962 ● 105 minuti

v.o. francese con sottotitoli in italiano

Mar del Plata Film Festival 1963, premio per la miglior regia ● SNCCI 1963: premio a François Truffaut

Il cinema ritrovato riporta sul grande schermo l’immortale triangolo amoroso firmato da François Truffaut: tra giocose corse sui ponti di Parigi e scambi fluviali di battute, una malinconica ed eterna riflessione sull’amore e l’amicizia.

lunedì 25 marzo
13:50

Parigi, attorno al 1912. Il tedesco Jules e il francese Jim sono diventati amici inseparabili uniti dalla passione per la letteratura e le lingue e per le donne (che Jim presenta all’inesperto amico). Un giorno conoscono Catherine. Jules ne è attratto e avverte Jim che non vuole condividerla con lui. L’amico si ritrae ma, dopo il conflitto che li impegna su fronti opposti, i due si ritrovano. Ora la coppia vive in campagna ed è nata una bambina, Sabine. Ma Catherine non ama più Jules e a questo punto Jim può ammettere anche con se stesso l’attrazione che ha sempre provato per lei. Jules è pronto ad accettare la situazione.

«Ho scoperto il romanzo circa nel 1956, trovandolo in una libreria tra i libri d’occasione. Penso di avere avuto un colpo di fulmine per il titolo: trovai che la sonorità di quelle due J fosse molto musicale e carina. Ho praticamente letto il libro due volte all’anno, imparandolo a memoria e temendo che fosse impossibile una sua trasposizione. Nei film, quando una donna ama due uomini, uno è simpatico e l’altro no. E’ drammatica e divertente allo stesso tempo l’idea di questa donna meravigliosa e di questi due uomini e l’impossibilità di una soluzione. La storia, incentrata su una delle situazioni più scabrose immaginabili non cade mai nello scabroso e nella compiacenza perché è una storia morale. La sua morale non viene dall’esterno, bensì dall’invenzione dei personaggi; e se anche essi la modificano, non lo fanno per compiacenza ma per un’esigenza. Innanzitutto è una storia morale ed è questo ad avermi colpito nell’intimo» (François Truffaut)

«Si sa bene che dietro Jim si nascondesse lui, Henry-Pierre Roché, mentre Jules è l’amico fraterno Franz Hessel che, insieme alla moglie Helen, ha intrattenuto questo singolare rapporto. Quello che a Truffaut preme più di ogni altra cosa è di restituire il senso della successione di istantanee di memoria, di cartoline da un passato in cui gioia e dolore sono indissolubilmente mescolati, osservate con la discreta ironia di chi è sopravvissuto alla propria epoca. (…) Di “Jules e Jim” si sono innamorati generazioni e generazioni di registi, primo tra tutti, Godard, che più volte omaggerà la pellicola dell’amico François (già a partire dal coevo “Une femme est une femme”). Probabilmente aveva intuito che questo capolavoro di commovente potenza, avrebbe rappresentato la quintessenza del cinema truffauttiano. » (Giuseppe Gangi, Ondacinema)