La dolce vita

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LA DOLCE VITA

un film di Federico Fellini
con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée, Yvonne Forneaux
sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi
fotografia: Otello Martelli ● montaggio: Leo Catozzo ● musiche: Nino Rota
produzione: Angelo Rizzoli, Riama Film
distribuzione: Cineteca di Bologna
Italia, 1960 ● 180 minuti

v.o. in italiano

1960, Festival di Cannes: Palma d’Oro
1962, Academy Awards: Oscar per i migliori costumi a Piero Gherardi

In collaborazione con la Cineteca di Bologna, il Cinema Beltrade omaggia Federico Fellini nel centenario della sua nascita con cinque classici restaurati: un’occasione imperdibile per riscoprire l’autore riminese che ha dato una nuova dimensione al termine “onirico”.

Scandoloso, applaudito, amato, discusso, inimitabile, insondabile: troppe sono le definizioni sprecate per inquadrare quello che non solo è un capolavoro assoluto del cinema, ma un punto di non ritorno del costume e della cultura nazionale e internazionale. Riscoprilo dunque con i tuoi occhi sul grande schermo.

lunedì 20 gennaio
17:00

Marcello Rubini è un giornalista romano che si occupa di servizi scandalistici, ma ha in realtà l’ambizione di diventare scrittore. Marcello, cinico e disincantato, è protagonista di sette episodi, che narrano la «dolce vita» della Roma a cavallo fra gli anni ‘50 e ‘60 rivelandone luci ed ombre, segreti e contraddizioni: una statua del Cristo che sorvola il cielo assolato della capitale, l’incontro con una seducente diva svedese, il tragico destino di un amico intellettuale…

«Per vivere bene fino in fondo bisogna emigrare, magari soltanto con la fantasia , altrimenti sei un semplice stanziale. Questa è la spina dorsale del film. A Roma il protagonista della Dolce Vita vuole vivere una sua personale via crucis tra svaghi e sesso. (…)  Il mio personaggio trasforma il suo soggiorno romano, all’ombra del cupolone, in una personale e volontaria via crucis. Vuole spiegarsi delle sue prerogative di “essere puro”, per perdersi sulla via del peccato. Mistero e dubbio perché resta pur sempre un provinciale in un paesaggio di carnevalesca depravazione. Perde e riconquista la morale; crede sinceramente. Questo conflitto si connota di un misterioso fascino. Roma è una città che con questo gioco, tra il bene e il male, si beffa di tutti.» (Federico Fellini)

«Un film che fotografa perfettamente il proprio tempo e contemporaneamente modifica la realtà che si modella secondo l’esempio cinematografico. Vita-Cinema-Vita in un circolo vizioso sulle note circensi di Nino Rota: dopo La dolce vita niente sarà più lo stesso. Fellini comprime in quasi tre ore una successione di eventi non necessariamente legati da un filo narrativo; supera il Neorealismo e propone un dato oggettivo deformato dalla propria percezione d’artista. L’empatia felliniana deriva dalla commistione tra il mondo dello spettacolo che invade il quotidiano e il quotidiano che tende a organizzarsi e ad essere percepito come spettacolo.» (Fabio Fulfaro, Sentieriselvaggi.it)