La nostra storia

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LA NOSTRA STORIA
EL OLVIDO QUE SEREMOS

un film di Fernando Trueba
con Javier Cámara, Sebastián Giraldo, Juan Pablo Urrego
sceneggiatura: David Trueba ● fotografia: Sergio Iván Castaño
montaggio: Marta Velasco ● musiche: Zbigniew Preisner
produzione: Caracol Telévision
distribuzione: Lucky Red
Colombia, 2020 ● 136 minuti

v.o. spagnolo, italiano e inglese con sottotitoli in italiano

2021, premi Goya: miglior film iberoamericano

un bestseller della letteratura colombiana diventa la base solida per un ritratto coinvolgente e delicato di un “semplice padre di famiglia”. e Trueba infonde energia e inventiva ad una storia che dipinge un’epoca storica e le sue contraddizioni attraverso gli occhi dei suoi quotidiani protagonisti.

sabato 26 giugno
15:30

Héctor Abad Gómez è medico, professore universitario e soprattutto padre di famiglia. L’uomo però non si occupa solo dei suoi cari, ma è anche un fautore dei diritti umani, si prende cura infatti dei bambini nati in famiglie povere. Da sempre Héctor ha insegnato ai suoi figli la tolleranza e l’amore verso il prossimo, educandoli secondo quello in cui lui crede. Quando un tumore uccide una delle sue figlie, l’uomo in preda alla disperazione e al rancore, si getta a capofitto nella lotta per la cause sociali, divenendo un vero e proprio attivista. Questa sua battaglia, condotta con maggior forza d’animo dopo il tragico evento, non viene ben vista dalle forze politiche, che inizieranno a mettergli i bastoni fra le ruote, decisi a silenziare la sua voce per sempre.

«All’inizio avevo rinunciato ad adattare il memoriale di Faciolince. In quel libro ogni singola parola è vera e per loro natura i film non sono veri. Sono fatti di attori truccati, travestiti, con realtà ricostruite. Inoltre penso sempre sia meglio non toccare i bei libri e gli eventi qui narrati hanno più di 25 anni, ulteriore difficoltà con cui confrontarsi. Cosa mi ha fatto cambiare idea? Ho realizzato che la storia di Abad Gomez merita di essere raccontata. I film si concentrano sempre su psicopatici, serial killer o perfetti imbecilli. Raccontare la sua umanità si è presentata come un’occasione speciale, una di quelle che non arrivano tanto facilmente.» (Fernando Trueba)

«Una vicenda famigliare raccontata con calore sentimentale, senza esagerare in buoni sentimenti gratuiti, che delinea il ritratto di un uomo libero, buono e coraggioso, e come tale inclassificabile in un contesto di forte contrapposizione fra estremi politici come quello della Colombia dell’epoca: la moglie era nipote dell’arcivescovo, ma di certo lui non credeva in Dio, anche se con l’unico maschio concordava una strategia di ossequio cattolico apparente, ma rispondeva alle ‘accuse’ di marxismo, dicendo di non averlo mai neanche letto, Karl Marx. È l’attivismo di Héctor Abad Gómez, insieme alla sua figura di padre, che Trueba, e con lui il romanzo del figlio, lasciano in primo piano, con il chiaro intento di costruire, o quantomeno rafforzare, una memoria nazionale colombiana legata a quegli anni bui delle violenze quotidiane.» (Mauro Donzelli, comingsoon.it)