La restanza ● orario da definire

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LA RESTANZA

un film di Alessandra Coppola
sceneggiatura e fotografia: Alessandra Coppola
montaggio: Pierpaolo Filomeno ● musiche: Alice Perret
produzione e distribuzione: OwnAir
Italia, 2021 ● 92 minuti

v.o. in italiano

proiezione speciale lunedì 11 luglio: ospite in sala la regista

lavoro dalla gestazione lunga e ponderata, La restanza documenta con sguardo partecipe un progetto in cui speranze e fatiche, tradizione e futuro si incrociano e invita a ripensare il rapporto quotidiano con la terra.

lunedì 11 Luglio
05:00

Castiglione d’Otranto, Salento, Puglia. Un gruppo di trentenni, rifiuta l’emigrazione come unica risposta possibile ai problemi economici, ecologici e politici del territorio. Decidono così di restare e di legare la propria vita alla terra, pur non possedendone alcuna. Saranno l’agricoltura organica, la cura della biodiversità, l’economia di prossimità, le relazioni e il tessuto sociale ricucito, gli strumenti che useranno per scuotere quei paradigmi che apparivano immutabili. Il film racconta le loro vite, amicizie, difficoltà e frustrazioni, racconta come Castiglione diventa il paese della Restanza, l’arte di creare un altrove migliore proprio lì, dove si è già, accettando le ombre del passato per costruire, sulle rovine nel vecchio, le basi di un mondo nuovo

«Questo film è stata la mia scuola di cinema. Quando ho incontrato i membri della Casa delle AgriCulture e ho capito cosa stavano cercando di fare, non ci ho pensato due volte: dovevo raccontare questa esperienza: era ovvio, urgente, importante. È stato solo quando sono arrivata a Castiglione con la telecamera che mi sono resa conto che stavo facendo molte cose che non avevo mai fatto: scrivere un film, dirigerlo, girarlo. Ma ero spinta da domande che mi abitavano da tempo e a Castiglione succedeva qualcosa che poteva darmi delle risposte vivendone l’esperienza» (Alessandra Coppola)

«La Restanza ha un andamento classico, con un montaggio lineare e la volontà di affidare la narrazione all’elemento fattivo, quindi all’attività dei ragazzi nei campi e nei vari spazi che porteranno poi alla realizzazione del progetto. I soci-fondatori governano il quadro con le loro azioni e con il tema della progettualità condivisa. Le varie cifre tematiche portate in dote, da un nuovo modo di fare agricoltura al legame con la terra, dalla resistenza come atto politico alla restanza in chiave di sviluppo sostenibile, vengono inframezzate da una m.d.p. che ci mostra la natura, la bellezza del territorio pugliese. Il turning point si lega al tema del Mulino e il finale apre alla riflessione su una nuova e possibile identità sociale. Un documentario di testimonianza e denuncia. La testimonianza è gestita nel migliore dei modi, e fa emergere lietamente, utilizzando una storia bella e originale, il tema di una possibile riconfigurazione del rapporto dell’essere umano con la terra, precisamente in quei territori spesso abbandonati.» (Giammario di Riso, Close Up)