LO CHIAMAVANO TRINITÀ…

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LO CHIAMAVANO TRINITÀ…

un film di E.B. Clucher [Enzo Barboni]
con  Terence Hill, Bud Spencer
sceneggiatura: E.B. Clucher [Enzo Barboni] fotografia: Aldo Giordani
montaggio: Giampiero Giunti ● musiche: Franco Micalizzi.
produzione: West Film
distribuzione: il cinema ritrovato, cineteca di bologna
Italia, 1970 ● 113 minuti

v.o.  italiano

Restaurato nel 2020 da Cineteca di Bologna e Rocca delle Macie presso
L’Immagine Ritrovata, con il contributo del MiC

ritorna in sala in versione restaurata dalla cineteca di Bologna il film western all’italiana che ha visto la definitiva esplosione della coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill, pietra miliare della commedia nostrana.

mercoledì 29 Giugno
13:40

Il pistolero Trinità arriva in paese e trova il proprio fratello che fa lo sceriffo. Ma costui è un furfante che ha architettato un piano ai danni del ricco Harrison. Trinità si trova a sventare contemporaneamente i piani del falso sceriffo e di Harrison che opprime una comunità di mormoni, e si innamora di una delle ragazze della setta.

«Il merito di aver messo insieme me e Bud Spencer fu di Giuseppe Colizzi, con cui facemmo ‘Dio perdona… io no!’, ‘I quattro dell’Ave Maria’ e ‘La collina degli stivali’. Dopo questi film io e Bud stavamo cercando lavoro, avevamo già visto due o tre copioni che non ci erano piaciuti. Intanto Barboni andava in giro per Roma con una sceneggiatura intitolata ‘Lo chiamavano Trinità’. I produttori l’aprivano e dicevano: ‘Cos’è tutto questo dialogo? Non ci sono morti? Passo!’. Noi decidemmo subito di correre il rischio. Sì, perché era considerato da tutti un rischio fare un film così strano, con delle battute particolari. Lui aveva già pensato di farlo con altri due attori, George Eastman e Peter Martell, ma, visto che eravamo lì subito disponibili, ci disse che gli andava bene e che lo avrebbe fatto fare a noi. Io avevo interpretato sempre ruoli drammatici, e quando uscì Trinità fui il primo a sorprendermi di questo successo anche perché non sapevo di essere divertente. Pensai: ‘Allora faccio ridere!’» (Terence Hill)

«Trinità è un film che fa benissimo a meno di un contesto per essere capito e goduto. È un eterno ritorno all’infanzia, dove per stare bene ti bastano i piedi lerci, le battute svelte, le sfuriate che non portano a niente, due belle mormone bionde, una pignatta di fagioli e una vagonata di scazzottate acrobatiche. Facile. Anche se non è poi così facile avere un’infanzia felice. E non è affatto facile trovare un film che quella felicità è in grado di perpetuarla, una generazione dopo l’altra.» (Andrea Meneghelli)